Home Cronaca Tragedia nel Napoletano, Veronika muore dopo l’uscita dalla clinica

Tragedia nel Napoletano, Veronika muore dopo l’uscita dalla clinica

Tragedia nel Napoletano, Veronika muore dopo l'uscita dall'ospedale
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Veronika Kvas è morta a 42 anni dopo essere stata dimessa da una nota clinica di Ottaviano. La donna sarebbe stata vittima di un infarto e il compagno Abedallatif ha sporto querela ai carabinieri di Somma Vesuviana, come riporta Il Mattino, sostenendo che la donna si sarebbe salvata se il malore cardiaco fosse stato diagnostica in tempo. Veronica ha vissuto a Somma Vesuviana con il compagno aveva un figlio.

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La notte di venerdì scorso Veronika avrebbe accusato dolori al petto ma avrebbe pensato ad un malessere passeggero. Alle cinque di sabato mattina ha chiesto al compagno di portarla al pronto soccorso, purtroppo, è stata inutile la corsa in ambulanza all’Ospedale del Mare dove la donna è morta.

Dimesso dall’ospedale di Castellammare, Michele morì poche ore dopo: condannato il medico

Arrivò al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia con forti dolori alla pancia, ma fu dimesso senza nemmeno una diagnosi e morì dopo poche ore. Michele Mascolo aveva appena 31 anni. Quel mal di pancia si era trasformato in un’emorragia interna.

Morte Michele Mascolo, condannato il medico

Per la morte del giovane stabiese il medico U.B., che la mattina del 5 ottobre 2016 lo visitò in ospedale e che avrebbe potuto salvarlo, è indagato per omicidio colposo, nonché a 10 mesi di reclusione dal giudice del Tribunale di Torre Annunziata Carmela De Simone.

La sentenza è arrivata a più di 6 anni dall’accaduto. Michele, che lavorava come informatico da 10 anni e che stava progettando con la sua fidanzata di sposarsi, non aveva mai sofferto di problemi di salute fino a quel momento. E la famiglia si è sempre battuta, in questi anni, per chiedere chiarezza su quanto successo.

“Non sarebbe dovuto tornare a casa senza terapia”

“Il medico non avrebbe dovuto mandarlo a casa senza terapia e soprattutto senza avere capito cosa avesse avuto”. Questa la tesi secondo la Procura di Torre Annunziata, pm Emilio Prisco, che ha portato avanti per il medico l’accusa di imperizia e negligenza. “Michele poteva essere salvato”, ha stabilito l’autopsia, ma servivano esami più approfonditi ed un immediato intervento chirurgico per risolvere l’emorragia interna per la rottura di un vaso sanguigno importante. Quando poi le condizioni di Michele peggiorarono era ormai troppo tardi.

A riportarlo, Il Corrierino

 

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