Villaricca. Emergenza percolato a Cava Riconta: ieri il sopralluogo

Villaricca. Il lago di percolato nella discarica di Cava Riconta

Si è svolto nel primo pomeriggio di eri, il sopralluogo voluto dalla commissione speciale su Cava Riconta, per constatare da vicino le condizioni della discarica. Il presidente della commissione, Antonio Cacciapuoti, i membri Aniello Granata, Rocco Ciccarelli, Michele Cimmino, l’assessore all’ambiente Maria Rosaria Punzo, il capo dell’ufficio tecnico Francesco Cicala, i geologi Luigi Cimmino e Lorenzo Bonetti e l’onorevole del Pd Giovanna Palma, hanno potuto visitare l’impianto per verificare da vicino, a distanza di 6 anni, il problema che minaccia la salute dei cittadini di Villaricca 2, dovuto alla massiccia presenza di percolato. Il giro sugli argini dell’invaso (guarda le foto) è stato condotto dall’ing. Gennaro Lubrano, l’incaricato della Sapna, che ha accolto i membri della commissione speciale, gli amministratori e i tecnici del Comune di Villaricca. La situazione dunque, rispetto la sopralluogo del 2008, condotto dall’allora commissario del Governo, Guido Bertolaso, è pressoché immutata. Un angolo della discarica accoglie ancora un lago colmo di percolato. La mancata copertura, attesa da anni, permette alle piogge di alimentare costantemente la produzione del liquido altamente tossico che, in un modo o in un altro deve essere smaltito. I costi per il trattamento sono altissimi e incidono in larga misura sulle spese generali di mantenimento in funzione dell’impianto. Trattare un metro cubo di percolato, costa circa 70 euro. La discarica è dotata di un impianto di circa 50 metri cubi che non è sufficiente per il trattamento di tutto il percolato prodotto. La commissione speciale, ha preso atto della situazione ed ha lanciato un appello agli uffici competenti della Regione Campania, affinché venga preso in esame il progetto che giace dal 2010 sul tavolo del Settore Ambiente della Regione, in attesa di un riscontro. «E’ necessario arginare il fenomeno della continua produzione di percolato, causato in gran parte dalle piogge – ha dichiarato il presidente della commissione speciale Antonio Cacciapuoti -. Ci attiveremo al più presto per chiedere che venga finalmente attuato il progetto per la chiusura definitiva dell’impianto» ha poi chiosato. Dall’impianto fuoriesce anche una notevole quantità di biogas che, però, non può essere conservato e utilizzato per un recupero energetico. Nell’impianto è presente anche una torcia alimentata dal biogas prodotto che attraverso la combustione continuata, immette i residui nell’atmosfera.