La Campania fino al 6 dicembre resterà zona rossa, così come sancito dall’ordinanza del 27 novembre. Il provvedimento venne firmato dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, e sarà valido fino a domenica prossima. Le indicazioni sul possibile cambio di colore sono riscontrabili nel testo del Dcpm del 3 dicembre. E’ proprio l’articolo 14 del Decreto a stabilire le modalità del cambio di colore della zone regionali: “Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 4 dicembre 2020, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020, e sono efficaci fino al 15 gennaio 2021, salvo quanto previsto al comma. Le disposizioni delle ordinanze del Ministro della salute 19, 20, 24 e 27 novembre 2020 continuano ad applicarsi fino alla data di adozione di una nuova ordinanza del predetto Ministro, e comunque non oltre il 6 dicembre 2020”.

CAMPANIA CAMBIA COLORE, VERSO LA ZONA GIALLA DA META’ DICEMBRE

Ieri sera Giuseppe Conte ha annunciato che a metà dicembre le regioni italiane potranno diventare zona gialla già a metà dicembre: “Ci saranno ancora le regioni gialle, arancione e rosse: meccanismo che ci fa adottare misure differenziate, senza inutili penalizzazioni. Portato l’Rt a 0,91. C’è un calo degli accessi ai pronti soccorsi e alle terapie intensive. In un paio di settimane tutte le regioni saranno gialle: stiamo evitando il lockdown che sarebbe stato penalizzante”. Domenica, probabilmente, la Campania potrebbe passare da zona rossa ad arancione, a seguito del calo dei contagi e secondo le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico.

Campania verso la zona arancione: le regole

Coprifuoco dalle 22 alle 5, salvo per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.

Vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalle Regioni, salvo che per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.

Bar, ristoranti, locali, pub, gelaterie e pasticcerie chiusi sempre, ma potranno continuare a vendere cibo da asporto (fino alle 22) o consegnarlo a domicilio.

Centri commerciali chiusi nei giorni festivi e pre-festivi, ma rimarranno aperti negozi alimentari, farmacie, parafarmacie ed edicole collocati al loro interno.

Negozi chiusi, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali mercati chiusi, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari.

Didattica a distanza al 100% per tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e terza media. Capienza dei mezzi pubblici dimezzata (al 50%). Musei e mostre chiusi. Corner per giochi e bingo in bar e tabaccherie chiusi.

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