“Sarà un Natale difficile e sotto tono. Non avremo nulla da festeggiare perché le risorse vanno destinate al commercio e alle fasce deboli. Come Amministrazione pensiamo di non mettere luci di natale”. A parlare è il sindaco di Giugliano Nicola Pirozzi durante l’intervista a radio Crc. Il primo cittadino ha parlato dell’ordinanza emanata riguardo le restrizioni: “La libertà è alla base della democrazia ma in un momento così difficile ho dovuto prendere queste decisioni drastiche. Da insegnante di diritto mi dispiace limitare la libertà ma per tutelare la salute pubblica è necessario. A Giugliano è una situazione abbastanza seria con 1900 contagiati. La città è grande con 125mila abitanti e lunedì sono stato costretto a un’ordinanza restrittiva. Ho fatto divieto per i minori dalle 18 alle 22 se non accompagnati, ho interdetto alcune piazze sempre dalle 18 alle 22 e nei weekend tutta la giornata, è stato sospeso il mercato settimanale. Poi c’è il divieto di fumo in strada e in due zone precise della città ho vietato lo stazionamento di due o più persone mentre in tutto il comune non più di quattro. Poi ho interdetto l’accesso a tutte le spiagge del territorio”.

Per il sindaco “sono misure che vanno nell’ottica della tutela della salute pubblica per trasmettere ai miei concittadini il rispetto delle regole. Ho fatto questa ordinanza a malincuore perché non è bello limitare le persone. Sono misure straordinarie fino al 30 novembre”. Per Pirozzi serve un lockdown, risorse per l’economia e per la sanità: Un’infermiera mi ha commosso per l’appello che mi fece quando sono entrato in ospedale al San Giuliano. C’è carenza di personale e bisogna dare risposte. Ho sentito un grido di dolore e la politica deve farlo suo. Siamo sotto pressione, non metto in dubbio le scelte del Governo, però dall’interno vedo sofferenza delle strutture sanitarie ed è difficile amministrare in questa condizione con personale carente. Era necessario farlo già a novembre un lockdown nazionale. Un mese fa sono stato proclamato sindaco e in questi momenti difficili bisogna dimostrare di saper andare avanti. Servono risorse nazionali per la sanità e l’economia campana altrimenti non ne usciamo: non si muore di Covid ma si muore di fame come dice qualcuno”. 

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