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venerdì, Maggio 27, 2022
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Assegno unico, valida la domanda anche senza presentare l’Isee


La scadenza per presentare la domanda dell’assegno unico è fissata al 28 febbraio. L’Inps ha pubblicato la circolare esplicativa per il contributo ai figli al via da marzo 2022. Viene confermata la possibilità di fare domanda anche in assenza di Isee, avendo diritto così alla quota minima dell’assegno.

“L’assegno è corrisposto dall’Inps ed è erogato al richiedente ovvero, a richiesta, anche successiva, in pari misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale”, si legge nella circolare. Dunque il pagamento è effettuato in misura intera al genitore richiedente, se questi seleziona tale opzione nella domanda. Se questi seleziona la ripartizione in pari misura tra genitori, potrà inserire nel modello di domanda, oltre ai suoi dati di pagamento, anche quelli dell’altro genitore.

CALCOLO A PORTATA DI SMARTPHONE

L’Inps ha pubblicato online la simulazione dell’importo mensile dell’assegno unico. Il contributo è destinato al sostegno per dei figli a carico. Il servizio è accessibile da qualunque dispositivo mobile o fisso e non sono richieste credenziali per il suo utilizzo. Il risultato del simulatore è indicativo. Il simulatore darà una prima stima a partire dal numero di figli, dall’età anagrafica e dallo stato di disabilità. Servirà l’importo Isee in corso di validità per l’anno 2022 che si calcola sui redditi 2020 attestati nella certificazione unica 2021. In caso di separazioni, divorzi o genitori non conviventi i dati reddituali dell’altro genitore vanno comunque indicati. Per calcolare bisognerà collegarsi al sito dell’Inps.

QUANDO PARTE L’ASSEGNO UNICO

L’assegno unico parte a gennaio ma arriverà concretamente a marzo, quando scatteranno anche i benefici della nuova Irpef a quattro aliquote e, con un conguaglio, si recupereranno gli sconti previsti per i due mesi precedenti. Il risultato del simulatore dell’assegno unico è solamente indicativo, dal momento che per ottenere la prestazione occorre presentare relativa domanda e attendere l’esito dell’istruttoria della domanda stessa svolta dall’Inps. L’istituto previdenziale verificherà le autodichiarazioni rese sulla base delle informazioni presenti nelle banche dati a disposizione dell’Istituto.

GLI IMPORTI DEL CONTRIBUTO

Per circa la metà delle famiglie italiane (fino a 15.000 euro di ISEE) è pari a 175 euro mensili per il primo e secondo figlio e 260 dal terzo in poi. Previste maggiorazioni dell’assegno unico per ciascun figlio minorenne con disabilità, per ciascun figlio maggiorenne con disabilità fino al ventunesimo anno di età, per le madri di età inferiore a 21 anni, per i nuclei familiari con quattro o più figli, e per i nuclei con secondo percettore di reddito. L’assegno è riconosciuto senza limiti di età per ciascun figlio con disabilità. Tra le novità principali introdotte nel testo approvato a seguito delle osservazioni delle Camere, i trattamenti in favore di figli disabili maggiorenni. Per i figli disabili tra 18 e 21 anni, la maggiorazione prevista è stata incrementata da 50 euro mensili a 80 euro mensili.

 

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