Cinque abitanti delle Vele di Scampia al lavoro nel cantiere per l’abbattimento

Cinque abitanti delle Vele di Scampia al lavoro con l’azienda che si sta occupando della canterizzazione e abbattimento della cosiddetta “Torre’’, il primo dei 3 edifici del Lotto M destinati ad andare giù nell’ambito del progetto “Restart Scampia’’. Applicando la clausola sociale chiesta dal Comitato Vele e Cantiere 167 Scampi recepita dal Comune di Napoli con atti deliberativi, condivisa Municipalità Ottava e dalla ditta appaltante per dare ai residenti delle Vele l’opportunità di inserirsi nel mondo del lavoro, 5 storici abitanti della Vela gialla e della Vela celeste sono da alcuni giorni impegnati in qualità di operai nel cantiere affidato alla “D&D Costruzioni Generali Srl’’, che sta predisponendo l’abbattimento della Vela verde che avverrà nel mese di febbraio dopo la conclusione delle operazioni di bonifiche dall’amianto. Visionando i curriculum, sono state scelte quelle persone più adatte per competenze a lavorare in questa fase pre abbattimento. Si tratta di una svolta per chi abita al Lotto M convivendo con sofferenze e degrado.

«Siamo arrivati a questo primo obiettivo senza mai mollare di un centimetro ed è stato anche emozionante vedere queste 5 persone delle Vele piangere perché si è presentata finalmente per loro un’opportunità di lavoro» afferma Rosario Caldore del Cantiere 167 Scampia. «Questo – aggiunge Omero Benfenati del Comitato Vele di Scampia – è solo il primo passo verso una riaffermazione dei diritti di un popolo che ha sofferto tanto. In questi anni in troppi hanno voluto speculare sulle Vele, ma stavolta no: finalmente ad essere protagonisti del riscatto sono gli stessi cittadini del posto». Dal Comitato Vele ora auspicano di allargare la platea lavorativa locale in concomitanza con l’inizio dei lavori di riqualificazione della Vele celeste, il cui bando è in procinto di essere pubblicato. La Vela celeste sarà l’unica delle 4 interessate dal progetto “Restart Scampia’’ a rimanere in piedi e in futuro è destinata ad ospitare in futuro gli uffici della Città Metropolitana dopo un periodo in cui al suo interno vi dimoreranno le famiglie delle altre 3 Vele, 350 in tutto, non assegnatarie di nuovi alloggi perché non rientranti nella graduatoria comunale chiusa al 31/12/2015.

“Restart Scampia’’, finanziato dal precedente governo di centrosinistra (quello che vide in carica prima Renzi e poi Gentiloni) per 27 milioni – 18 milioni inerente il bando periferie e gli altri 9 milioni garantiti dal Comune di Napoli tramite il Pon Metro – vede nella sua parte progettuale una fattiva collaborazione della Facoltà di Architettura della Federico II (il progetto preliminare fu redatto dall’architetto Antonio Memoli) e del Comitato Vele oltre che del Comune di Napoli. Le demolizioni della Vela verde – che come detto andrà giù a febbraio – di quella rossa e di quella gialla costeranno in tutto 4,3 milioni di euro mentre la cifra per la riqualificazione della Vela celeste è di ben 15 milioni di euro. Per la sistemazione delle aree esterne è previsto 1 milione di euro, mentre altri 350.000 euro saranno utilizzati per la pianificazione urbanistica e territoriale