L’emergenza da Covid-19 ed il lockdown hanno visto la riduzione di diversi reati mentre non è diminuita la Violenza di Genere sulle donne e sulle bambine, soprattutto quella agita fra le mura domestiche.
Diverse situazioni di violenza in atto da tempo sono infatti esplose, complici le misure resesi necessarie al fine di contrastare l’emergenza sanitaria in atto.
Secondo i dati Istat, il 1522, Numero Anti Violenza gratuito ed accessibile da tutto il territorio nazionale, attivato nel 2006 dal Dipartimento per le Pari Opportunità, ha registrato un fortissimo aumento di chiamate dall’inizio della pandemia, raggiungendo il picco proprio nei periodi di quarantena.
Tragedia nella tragedia, dunque, stando anche ai report del Ministero della Giustizia sul Codice Rosso. La convivenza forzata tra le famose quattro mura ha finito per favorire la commissione di soprusi in famiglia.
Nonostante le varie iniziative per la tutela e la protezione delle vittime di Violenza di Genere intrafamiliare adottate dal Governo nel corso dell’emergenza da Covid-19, il dato permane allarmante e dimostra che il cammino di civiltà che resta da fare per raggiungere la Parità di Genere è ancora molto lungo e complesso.

La Violenza di Genere affonda le sue radici nella “Cultura del Possesso”, sessista e patriarcale, di uomini che non accettano un “no” come risposta da parte di una donna, che la considerano inferiore, una loro proprietà senza diritti e priva di dignità.
Sono ancora troppi gli uomini che la pensano così. Sono ancora troppe le donne di ogni età, livello di istruzione, ceto sociale e condizione economica, vittime di violenza fisica, sessuale e psicologica da parte degli uomini dentro o fuori la famiglia, che spesso sfocia in femminicidio.
Al contrario, sono ancora troppo poche le donne maltrattate e abusate che trovano il coraggio e la forza di denunciare il colpevole, e ciò per vergogna nei confronti della società o, peggio ancora, della propria stessa famiglia, per paura di un’eventuale vendetta o per il forte turbamento conseguente all’aver subìto violenza.
Da oltre vent’anni, l’Associazione Culturale e di Volontariato di Donne “Spazio Aspasia” OdV, operante attivamente sul territorio, sostiene che, per contrastare il fenomeno in parola, è indispensabile promuovere un’interazione permanente e proficua fra le Istituzioni, le Forze dell’Ordine (Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato), l’ASL e le Organizzazioni femminili. Spazio Aspasia si batte per la sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa tra i soggetti anzidetti che dia vita ad una “Rete dei Servizi” in tutti i territori che veda la collaborazione fra professionalità diverse atta a garantire la messa in sicurezza, l’assistenza sanitaria, psicologica, educativa e legale delle vittime di Violenza di Genere, la loro presa in carico nei Centri Antiviolenza e/o in strutture protette – Case Rifugio – nonchè il sostegno nella ricerca di una casa e di un lavoro e l’accompagnamento delle vittime al superamento della condizione di disagio determinato dalla violenza subìta, fino alla completa fuoriuscita dalla stessa.

Non è più possibile né tantomeno pensabile rimandare la costituzione anche nel comune di Giugliano in Campania (NA) di strutture già presenti e funzionanti nella città di Napoli e non solo. Spazio Aspasia richiede, pertanto, alla ASL Napoli 2 Nord la costituzione dello “Sportello Rosa” presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale “San Giuliano” al fine di accogliere e prestare le cure necessarie alle vittime di Violenza di Genere con “percorso specifico, adeguato e diverso” da quello degli altri utenti, con personale sanitario femminile e psicologa con formazione ed esperienza inerente alla Violenza di Genere. E’ inoltre necessaria la costituzione della “Stanza Rosa” presso la sede del Commissariato di Polizia di Stato e la stazione del Comando dei Carabinieri di Giugliano in Campania, con personale femminile dotato di formazione ad hoc, per assicurare la dovuta riservatezza nonché per infondere fiducia e tranquillità nelle vittime inducendole a sporgere querela superando le incertezze e le paure.
Un’altra richiesta di fondamentale importanza da parte dell’Associazione “Spazio Aspasia” all’attuale Amministrazione Comunale di Giugliano in Campania è quella del potenziamento del Centro Antiviolenza “Donne in Contatto Telerosa” di Giugliano in Campania – istituito dall’Amministrazione Comunale nel 1997 (1° Centro istituito in Campania) e affidato alla gestione del volontariato femminile dell’Associazione stessa, il quale ha rilevato una grossa impennata dei casi di Violenza di Genere sulle donne durante i mesi della pandemia.
L’Associazione “Spazio Aspasia” chiede per il proprio Centro Antiviolenza l’assegnazione di una sede autonoma. Ciò consentirebbe una migliore organizzazione ed un aumento dei turni delle operatrici volontarie che potrebbero così garantire una maggiore presenza, nonché la programmazione e l’attuazione di attività di prevenzione e di contrasto alla Violenza di Genere.
Difatti, avendo tale fenomeno origine storica e culturale, l’unica ed imprescindibile modalità per fermarne l’ascesa e debellarlo è quella di costruire percorsi di formazione sia per i docenti che per i genitori di figli di età compresa tra gli 0 e i 14 anni, con lo scopo di far loro conoscere per poi farli propri nuovi percorsi culturali e nuovi stili educativi attraverso i quali educare le bambine e i bambini, già dalla tenerissima età, alla Differenza e Reciprocità di Genere.
Essenziale, infine, è la realizzazione di una “Casa Rifugio”, struttura protetta che fornisce alloggio sicuro e gratuito alle donne che subiscono violenza e ai loro figli con l’obiettivo di salvaguardarne l’incolumità fisica e psichica.

Daniela Vitaglione

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