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Foto di Domenico D'Andrea

«Non sappiamo dove possa essere Domenico. Speriamo solo che non faccia sciocchezze e che lo ritrovino sano e salvo». Sono le parole cariche d’angoscia dette a InterNapoli.it da Raimondo d’Andrea fratello di Domenico d’Andrea detto “Pippotto’’, evaso quest’oggi dal carcere di Perugia scavalcando un muro di cinta. Il 38enne di Piscinola è stato condannato all’ergastolo perché ritenuto responsabile della rapina e dell’omicidio di Salvatore Buglione, l’edicolante di via Pietro Castellino rimasto ucciso il 4 settembre. 2006. A indicare l’allora 23enne Domenico D’Andrea come responsabile del delitto, fu un collaboratore di giustizia.

Le possibili motivazioni del gesto

Proprio sui fatti di 15 anni fa, secondo la famiglia, è da ricondursi la motivazione dell’evasione.  «Mio fratello – afferma Raimondo – è stato a nostro e a suo avviso condannato senza una prova e questa può essere una spiegazione di quello che è successo. Appena ha visto un po’ di sole si è dileguato perché non resisteva più. Per quello che ha subito, potrei pure capirlo. Passare oltre 15 anni in carcere essendo sicuri della propria innocenza è qualcosa di inspiegabile per chi non vive la situazione.

Noi chiediamo la revisione del processo, condannare una persona senza uno straccio di prova non è giusto. Si vedeva che Domenico ha sempre sofferto di questo e ce lo diceva ogni volta che lo sentivamo o incontravamo». Nulla però, che potesse far presagire un tentativo di evasione. «L’ultima videochiamata con lui è stata una settimana fa e nonostante il dolore ancora esternato non aveva fatto trasparire niente delle sue intenzioni. Siamo stati avvisati dal comandante del carcere al quale abbiamo subito detto di non sapere dove possa essere scappato. Non lo nasconderemmo mai e fare il latitante è una cosa impossibile se non hai appoggi e soldi e lui non ha né uno né l’altro. Faccio un appello a tutti affinchè lo ritrovino approfondendo bene la vicenda tenendo conto di quello che ha passato per 15 anni».

Le parole della figlia

Convinta dell’innocenza di Domenico D’Andrea anche sua figlia Flavia che sui social si sfoga. «Mio padre è innocente. Non so dove sia ma per me ha fatto bene, non si può stare in carcere senza una prova, merita la libertà».

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