«Furono i Moccia a volere ‘o nan morto», il retroscena sull’omicidio del ras a Secondigliano

Antonio Matrullo ‘o nan era diventato un personaggio scomodo. A Secondigliano e Arzano lo sapevano tutti, sapevano che Matrullo si era messo contro gli Amato-Pagano e i loro amici. Per questo motivo doveva morire. E’ questo uno dei passaggi più significativi emersi dall’ultima ordinanza di custodia cautelare emessa mesi fa nei confronti di cinque scissionisti in relazione a cinque omicidi, tra cui quello dei fratelli Girardi,  avvenuti nel periodo che segue la prima faida di Secondigliano e Scampia. La ricostruzione dei retroscena quel delitto è stata fatta minuziosamente da Biagio Esposito:«L’omicidio di Antonio Matrullo è maturato in seguito ai troppi reclami arrivati a Cesare Pagano da parte di Gennaro Sacco che stava in buoni rapporti con il clan di Afragola cioè i Moccia. Il nano essendo di Arzano praticava spesso quella zona dove dava fastidio a qualche affiliato ai Moccia. Cesare Pagano ci fece avvisare 6-7 volte al nano che non doveva andare a Arzano sennò faceva arrivare sempre le imbasciate dai Moccia. Alla fine il nano continuava a non ascoltare le parole di Cesare Pagano. Un giorno mi mandò a chiamare Gennaro Sacco e lì trovai persone dei Moccia dove chiedevano un appuntamento con Cesare Pagano. Alla fine su fatto l’appuntamento a San Pietro a Patierno dove Cesare Pagano fu accompagnato da Ciccio ‘o monac con una vecchia Panda e io dietro che li seguivo».

Durante quell’appuntamento, nel corso del quale fu decretata la morte di Matrullo, gli afragolesi si lamentarono del nano ma non ne chiesero subito l’eliminazione ma fu spiegato a Pagano che il nano non stava a sentire nessuno. Cesare tentò di giustificare, data la giovane età, il comportamento del suo affiliato. Successivamente i Moccia, sempre tramite Gennaro Sacco, si lamentarono nuovamente di Matrullo e così Cesare Pagano ha dovuto accontentarli e lo ha fatto ammazzare». Esposito poi aggiunge dell’altro chiarendo che, forse in quell’occasione, Pagano tentò di sbarazzarsi anche di un testimone scomodo visto che Matrullo sapeva molte cose avendo partecipato a diverse azioni contro i Di Lauro all’epoca della prima faida.