Investimenti: la diversificazione una buona strategia per ridurre i rischi

Non esiste una formula magica nel mondo degli investimenti, così come non esistono i guru, i maghi e qualsiasi altra figura a metà tra cielo e terra in grado di guidare il capitale verso un approdo certo al paradiso terrestre. I mercati nascondono insidie di ogni genere, piccole e grandi, e le spalle gli investitori, piccoli e grandi, non sono mai solide abbastanza. I casi dei crolli dei cosiddetti “Too Big To Fall” stanno lì a dimostrarlo.

Chiaramente, non si può prescindere dal fare i conti con la volatilità di questa realtà, stante l’incidenza che assume quotidianamente in qualsiasi aspetto dell’economia di un paese. Che fare allora? Contromisure è la parola d’ordine. Occorre saper maneggiare lo scivoloso mondo dei mercati, cavalcare il rischio con prudenza sapienziale e, soprattutto, avere grande rispetto dei propri soldi. In tutto questo, la diversificazione del portafoglio può essere un valido ausilio.

Vietato andare All-in

Il Poker è una bella metafora per capire i mercati. Per quanto buone siano le carte in nostro possesso, la spiacevole sorpresa è sempre dietro l’angolo. C’è un detto, diffuso nel Texas Hold’Em, la variante più conosciuta del Poker (ma per gli amanti del gioco all’italiana, nulla più che una Telesina bastarda, NdR), che dice così:” Una coppia di Re vale una coppia di Due, se tra le carte comuni c’è un Asso”. Chi ha dimestichezza con il Texas, sa di cosa si sta parlando. Per gli altri, in sintesi, attenzione che i piranha non stanno solo in acqua. Questa escursione nel mondo dell’azzardo per dire che l’All-In è una pratica altamente sconsigliata quando si ha a che fare con gli investimenti. L’opzione più saggia, al contrario, è quella di diversificare il proprio pacchetto di riferimento, in modo tale da coprire eventuali colpi bassi. Naturalmente, ciò può significare anche ridurre il margine di profitto; non tutti, però, possono permettersi di fare la voce grossa, e siccome il gioco è a somma zero, meglio non farsi trovare impreparati. Altro detto derivato dal Poker:” Se nella prima mezz’ora non hai capito chi è il pollo, allora il pollo sei tu”. Occhio

Che cosa si intende per diversificazione?

Molto semplicemente, anziché puntare tutti i propri soldi sulle azioni di una singola impresa, o magari su quello che una volta si chiamava bene rifugio come l’oro, con la diversificazione si fraziona l’investimento in più asset. Frazionare significa ridurre di moltissimo i rischi.

Oggi non c’è più certezza in nulla. Persino i metalli preziosi possono conoscere, come accaduto all’oro nel 1980, forti contrazioni; per non parlare, naturalmente, del mercato immobiliare, sottoposto a continue e pericolose oscillazioni. Senza dubbio, il mercato delle obbligazioni, specie quelle emesse dagli Stati, rimane una carta intelligente da giocare, ma anche lì non ci si può permettere di dormire sonni tranquilli. Una buona idea sarebbe quella di affidarsi gli ETF, acronimo di Exchange-Trade-Fund, una variante dei fondi comuni a gestione passiva, che già offrono portafogli diversificati molto allettanti. Il segreto è quello di variare i mercati, con la consapevolezza che chi sta perdendo oggi, può vincere domani, e viceversa. Gli ETF, che seguono il valore di indici di riferimento, mirano a replicare l’andamento medio dei mercati, garantendo un margine ampio di tutela dell’investimento.

Come detto, si capisce da sé che il guadagno non sempre risulta particolarmente appetibile. Il rovescio della medaglia della diversificazione è rappresentato dal fatto che la bilancia tende a pendere spesso in maniera lieve, da una parte o (per fortuna) dall’altra. Per chi non vive di investimenti, tuttavia, la soluzione della diversificazione non è consigliata, di più. I guru, invece, possono guardare altrove.