“L’abbiamo fatto solo per lui”, la storia di Ciro commuove Secondigliano: appello per salvargli la casa

Gli uffici competenti per la città di Napoli decretano l’abbattimento di una parte della casa perché costruite abusivamente e Ciro sprofonda nell’angoscia perché proprio quel punto dell’abitazione è l’unico adatto a soddisfare le esigenze di chi, come lui, dalla nascita può muoversi solo grazie ad una sedia a rotelle. La storia ha per protagonista suo malgrado un uomo di 38 anni, Ciro Monti, residente nel quartiere di Secondigliano.

A causa di una grave patologia Ciro utilizza una carrozzella anche per i più banali spostamenti, con tutte le difficoltà che ciò comporta. Anche la casa colonica nella quale vive con i genitori, che sorge su un punto del quartiere a Nord di Napoli attorniata da ettari di campagna, s’è dimostrata inospitale per il 38enne già quando era soltanto un bambino. Successivamente, per cercare di rendere meno problematica la quotidianità di Ciro, suo papà Rocco Monti nel lontano 1989 ha costruito impropriamente, secondo le leggi in vigore in materia di edificazione, ulteriori ambienti: un bagno generalmente utilizzato dai disabili, una cucina spaziosa e un balconcino dove Ciro passa la maggior parte delle sue giornate trovando conforto.

Rocco è consapevole di aver effettuato dei lavori senza alcuna richiesta di autorizzazione ma ora, con l’abbattimento che potrebbe concretizzarsi da un momento all’altro, si giustifica dicendo di «averlo fatto soltanto per accudire meglio Ciro”. “So di aver sbagliato, lo ammetto, ma all’epoca ho pensato soltanto a costruire un bagno prettamente per lui e degli spazi in cui farlo stare più comodo». Nemmeno quando furono riaperte negli anni a venire le pratiche di condono (come nel 1994 o nel 2003) Rocco si è attivato per cercare di sanare l’abuso. «Non mi sono interessato perché la priorità era la cura di mio figlio».

Ora si profila l’abbattimento di decine di metri costruiti abusivamente secondo quanto appurato dai tecnici dell’Antiabusivismo competente per il territorio di Napoli che hanno esaminato la questione. Ma Rocco non ci sta e si chiede: «Perché solo dopo trent’anni hanno decretato l’abbattimento mentre prima non si era mosso mai nulla? Se si dovesse concretizzare, Ciro come potrebbe soltanto lavarsi o semplicemente andare in bagno? Chiedo alle istituzioni, al Comune di Napoli, chi può un aiuto. Capiscano il disagio vissuto da Ciro e si cerchi una soluzione che non impatti su mio figlio».

L’appello arriva anche dagli amici della famiglia Monti come Salvatore Normale per il quale «non si può dimenticare che Ciro trova sollievo perlopiù nella parte della casa che ora si vuole abbattere» ed anche Lella Apredda di Miano Protagonista, associazione che dà voce ai cittadini in difficoltà della Settima Municipalità comprendente i territori di Secondigliano, Miano e San Pietro a Patierno. «Tutta questa situazione influisce solo e soltanto su Ciro, che non ha colpa per la sua particolare condizione. Noi saremo vicino a Ciro e ci batteremo perché i suoi diritti non siano messi a rischio da una situazione più grande di lui».