“Lui ha pianto per me ed io per lui. Vorrei andare in Argentina per rendergli onore, nessuno ha fatto per me quello che ha fatto lui. Gli sarò eternamente grato”. A parlare è Luca Quarto, 36enne di Napoli. Oggi vive a Rimini e conduce una vita normale, tra casa e lavoro. Ma alle sue spalle ha una storia che lo legherà per sempre al più grande calciatore di tutti i tempi, Diego Armando Maradona, scomparso lo scorso 25 novembre.

Luca è il bambino per cui fu organizzata, nel lontano 18 marzo 1985, l’amichevole di beneficenza sul campo di Acerra. Le immagini del Pibe de Oro che rotola nel fango e dribla tutti, facendo le prove di quello che sarebbe stato il gol del secolo all’Inghilterra, sono famose in tutto il mondo. Luca nacque con una grave malformazione al palato, la labioschisi. La famiglia non aveva i soldi necessari per sottoporlo a costosi interventi chirurgici. Così il papà Gennaro, che conosceva un giocatore del Napoli, Pietro Puzone,  chiese se si potesse far qualcosa per raccogliere fondi per il figlio. In poco tempo, grazie all’intermediazione di Puzone, Gennaro e il piccolo Luca riuscirono ad incontrare Maradona. Il campione argentino, quando vide quel bimbo sfigurato in volto, scoppiò in lacrime. “Io avevo solo pochi mesi quindi non ricordo nulla, ma papà mi ha raccontato anni dopo quale fu la reazione di Maradona quando mi vide. Si commosse molto”, racconta. “Decisero di organizzare l’evento di beneficenza, nonostante la contrarietà della società che aveva paura, visto le condizioni pessime del campo, di qualche infortunio. Ma Maradona, pur di esserci, pagò di tasca sua una clausola di dodici milioni di lire alla sua assicurazione per la copertura da eventuali infortuni”. 

Diego diede spettacolo, dentro e fuori dal campo, mostrandosi disponibile con chiunque volesse farsi una foto con lui. Accorsero allo stadio dell’Acerrana oltre 10mila persone per vederlo giocare. L’iniziativa riuscì. “Grazie a quell’amichevole furono raccolti circa 60 milioni di lire, tutti in banconote che il mio papà teneva in una scatola di scarpe. Mio padre voleva restituirgli i soldi che aveva speso per pagare l’assicurazione ma lui non volle assolutamente accettarli. Disse che era un ulteriore regalo per il bambino”. 

Gennaro, il papà di Luca, con Diego Armando Maradona

Grazie a quei soldi Luca ha potuto avere una seconda vita. Dai zero ai quattro anni fu sottoposto in Svizzera a più di 5 interventi chirurgici. Oramai quella brutta malformazione era alle spalle. Da quel momento si rinsaldò il rapporto di amicizia tra la famiglia Quarto e quella di Diego Armando Maradona. “Siamo andati spesso a mangiare a casa sua, ho le foto di un compleanno con la torta e c’era anche Maradona. I miei ricordi sono tutti nella casa a Napoli” – racconta Luca . “Purtroppo a causa dell’emergenza Covid non sono potuto andare a prenderli ma spero di farlo presto. Sono stati anni bellissimi che non dimenticherò mai”.

Il video dell’amichevole ad Acerra

La rincorsa a Diego

Quando Maradona andò via da Napoli i rapporti tra le due famiglie sono andati naturalmente persi. Però è sempre rimasta in Luca e nella sua famiglia la volontà di voler rincontrare un giorno Diego per abbracciarlo e ringraziarlo. “La prima volta nel 1999 mi rivolsi a Raffaella Carrà che allora conduceva ‘Carramba che sorpresa’. Feci un collegamento video, lui si ricordò di me e fui molto felice. Ma non mi bastava perchè io volevo toccarlo con mano, per ricordarmi della mia infanzia. Così nel 2002 sono andato a C’è Posta per Te. Raccontai a Maria De Filippi la mia storia, in poco tempo mi richiamarono per organizzare la sorpresa. Fu un’emozione indimenticabile. Ricordo ancora che dietro le quinte mio padre impazzì nel vedere Diego, tant’è che il body guard lo bloccò. Intervenne Maradona che lo riconobbe: “Fatelo passare Gennaro, mi amigo”. (il link del video di Maradona a C’è Posta per Te http://https://www.facebook.com/watch/?v=745385569394072)

L’abbraccio tra Luca e Diego a C’è Posta per Te

L’ultimo incontro

Ma quella non è stata l’ultima volta che Luca e Diego si sono incontrati. Nel 2005, infatti, insieme al papà riuscì a rivedere Maradona, ospite in Romagna a casa dell’ex compagno di squadra Salvatore Bagni. “Anche in quell’occasione mi emozionai molto, stava bene dopo un periodo difficile Poi non l’ho più visto nè sentito, ma nel mio cuore c’era sempre il desiderio prima o poi di incontrarlo di nuovo. Invece c’è stata questa tremenda notizia che mi ha devastato. Maradona mi ha dato tutto, mi ha dato una seconda vita. E’ stato il più grande di tutti ma aveva un gran cuore ed era di umiltà unica. Se oggi sono come sono lo devo solo a lui”.

Luca ha saputo della notizia della morte praticamente in tempo reale, grazie ad un’amica argentina che lo ha immediatamente avvisato su Instagram. “Io ero a San Marino a fare una passeggiata visto che lì non c’è il lockdown, quando all’improvviso mi ha scritto questa ragazza dicendomi che tutte le tv argentine annunciavano la morte di Maradona. Sono scoppiato a piangere, è stato tremendo”. “Il mio sogno era quello di poterlo vedere un giorno sulla panchina del Napoli. Se potessi andrei in Argentina a rendergli onore o vorrei incontrare a Napoli il figlio Diego Jr che non ho mai conosciuto e gli somiglia molto. Per me sarebbe come riabbracciare Maradona di nuovo”. 

La foto del messaggio che ha annunciato a Luca la morte di Maradona
La foto del messaggio che ha annunciato a Luca la morte di Maradona

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