Maradona dribblava la morte come i difensori, oggi il suo cuore smette di battere

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Maradona, una vita tra genio e follia

Diego Armando Maradona ha dribblato la morte tante volte, purtroppo, oggi il suo cuore smette di battere. Il campione argentino è morto a causa di un arresto cardiorespiratorio mentre si trovava nella casa di Tigres. Gli ultimi instanti della sua vita li ha trascorsi alla periferia di Buenos Aires, in seguito alle dimissioni dalla clinica dov’era stato operato al cervello. Sul posto sono poi sopraggiunte 6 ambulanze dopo l’allarme lanciato dai familiari.

MARADONA DRIBBLAVA I DIFENSORI E LA MORTE

Nel settembre del 1983 Diego venne travolto dal difensore dell’Athletic Bilbao, Andoni Goikoetxea. L’allora attaccante del Barcellona subì una delicata operazione al malleolo a seguito dei legamenti divelti. Dopo la lunga riabilitazione tornò in campo proprio contro il Bilbao vincendo 1 a 0, ma a fine partita Maradona si rese protagonista di una rissa sul campo da gioco. L’argentino spaccò il volto a due giocatori, infatti, quel gesto che gli costo 3 mesi di squalifica.

L’ARRIVO A NAPOLI

Maradona venne presentato in un gremito stadio San Paolo il 5 luglio del 1984. Dopo alcuni anni di ambientamento, il primo trionfo tricolore arrivò nella stagione 1986-87 mandando la città di Napoli in visibilio. Il secondo scudetto bissato nel 1989-90 ma la stagione prima portò la Coppa Uefa in città. Nel 1992 Maradona lasciò la maglia azzurra per il Siviglia, squadra in cui militò dopo una squalifica per doping.

LA MANO DE DIOS

La Coppa del Mondo in Messico del 1986 consacrò il talento del calciatore argentino. I gol memorabili, la ‘Mano de Dios’ in Argentina Inghilterra e ancora al gol segnato pochi minuti dopo, quando scartò sei o sette giocatori inglesi prima di ‘condannare’ l’estremo difensore Shilton. Passati i quarti con gli inglesi, toccò al Belgio, per poi arrivare ad affrontare in finale la Germania. Si gioca allo stadio Azteca davanti a circa 115000 spettatori. L’Argentina passò avanti 2 volte, ma venne rimontata 2-2 dai tedeschi.

Diego decise il momento nel quale vincere la partita, ma non poté direttamente perché letteralmente braccato. Entra in scena la sua infinita classe, ancora oggi mai più vista, che gli permette di trovare un tocco delizioso per Burruchaga, il quale aveva accennato pochi instanti prima uno scatto. Argentina 3 Germania 2 non fu altro che la nascista della Leyenda dell’Argentina e del numero 10 più forte di tutti i tempi.

LA FINE DEL MARADONA CALCIATORE

L’epilogo della carriera nell’albiceleste di Maradona arrivò nel giugno del 1994 dopo il gol del 4 a 0 contro la Grecia. Alla fine della partita venne trovato nuovamente positivo al test anti-doping. Maradona smise di giocare a 37 anni dopo una parentesi con la maglia del Boca Juniors iniziata nel 1995 e terminata nel 1998.

L’ARRESTO E I RICOVERI IN OSPEDALE

Il 26 aprile del 1991 Diego venne arrestato a Buenos Aires: l’accusa fu di consumo e detenzione di droga. Ad aspettarlo fuori casi trovò una folla di curiosi e giornalisti, probabilmente avvisati dalle autorità. Purtroppo la vita del Pibe de Oro resta segnata anche dai tanti ricoveri negli ospedali e nelle cliniche, dovute anche al consumo di cocaina che ammise in un’autobiografia pubblicata nel 2000. Il maledetto rapporto con la droga venne finalmente risolto nel 2004, complice anche due ricoveri nell’aprile e nel settembre di quell’anno.

UNA VITA DIFFICILE

Tanti i ricoveri e le operazione a cui si sottopose Maradona. Dopo essere stato vicino alla morte, il campione argentino ritornò, tirato a lucido, in una nota trasmissione televisiva argentina. Nel gennaio 2012 subì un intervento al rene durante la sua esperienza da allenatore in Arabia Saudita al Al Wasl. Lo scorso novembre si sottopose ad un delicato intervento chirurgico dal quale si ristabilì. Il tragico epilogo è avvenuto oggi: il mondo del calcio saluta il suo Dios.

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