“L’ha già picchiato altre volte, era nervoso dopo lo spinello”.Gli attimi horror dell’omicidio del bimbo di 2 anni

Aljica Hrustic

Andava avanti da troppo tempo l’incubo del piccolo Mehmed Hrustic, il bimbo di 2 anni ucciso di botte ieri a Milano in un appartamento – occupavo abusivamente – in via Ricciarelli 22, alla periferia del capoluogo lombardo. Per la sua morte il papà, Aliza Hrustic, è stato arrestato ieri. I lividi sul corpo di Mehmed non erano solo risalenti a ieri o alle ore precedenti, ma ce ne erano di più vecchi, particolare che conferma come il padre fosse spesso violento con lui.

La sua compagna, una croata di 23 anni, aveva prima chiamato i soccorsi, poi accusato lui stesso delle gravi condizioni del piccolo, poi morto. Come scrive il Corriere della Sera, la ragazza – madre di cinque figli e ancora incinta – avrebbe detto alla Polizia che Aliza aveva fumato hashish. «È già successo, quando mio marito fuma va fuori di testa – le sue parole alla Mobile – Perde il controllo. Stanotte si è alzato e ha iniziato a picchiare il bambino, mi sono svegliata e ho provato a fermarlo ma non ce l’ho fatta». 

Due ore dopo la telefonata al 112

«L’ho picchiato, poi l’ho visto morto, non credevo che l’avrei ucciso». Così, in sostanza, stamani nell’interrogatorio davanti al pm Giovanna Cavalleri, Aljica Hrustic, il 25enne di origini croate arrestato ieri per l’omicidio di suo figlio Mehmed di 2 anni e 5 mesi, ha ammesso di avere preso a botte il piccolo, dopo aver confessato anche ieri davanti agli investigatori. L’uomo, che nelle prossime ore sarà interrogato anche dal gip a San Vittore per la convalida del fermo e la misura cautelare, è apparso lucido.

Nelle prossime ore verrà effettuata l’autopsia sul corpo del piccolo, che servirà per valutare anche se Mehmed era stato picchiato nei giorni precedenti, dato che sul corpo del bambino vi erano lividi risalenti anche a giorni prima del delitto. Il bambino aveva anche i piedi fasciati singolarmente, anche se è possibile che si sia fatto male camminando sui vetri nei giorni scorsi. È stato lo stesso 25enne a chiamare il 112 un paio d’ore dopo l’omicidio, intorno alle 5 del mattino.

«In via Ricciarelli 22 – ha detto al telefono con la polizia – c’è un bambino che non respira più». È stato, poi, fermato intorno alle 12,30 in zona Giambellino, a Milano. Aveva con sé le due figlie che hanno 3 anni e poco più di un anno, mentre un altro figlio, il maggiore, vive in Croazia. In Questura ieri l’uomo ha anche ammesso di avere fatto uso di droga prima di colpire il bambino: «Non riuscivo ad addormentarmi, mi sono alzato e l’ho picchiato».