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sabato, Aprile 5, 2025
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Reddito di cittadinanza non dovuto, a processo il figlio di Umberto Bossi

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Riccardo Bossi, primogenito del fondatore della Lega Nord, Umberto Bossi, andrà a processo con l’accusa di aver percepito il reddito di cittadinanza in maniera indebita.

Il Giudice per l’udienza preliminare (Gup) del Tribunale di Busto Arsizio, in provincia di Varese, ha preso la decisione durante l’udienza di ieri. Bossi è accusato di aver fornito false attestazioni per ottenere il sussidio statale.

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Il pubblico ministero Nadia Calcaterra, ha avanzato la richiesta di processo, mentre la difesa di Bossi ha chiesto e ottenuto di procedere con il rito abbreviato. Questa scelta processuale, che si basa sugli atti già raccolti e non prevede ulteriori fasi dibattimentali, garantisce uno sconto di pena di un terzo in caso di condanna. L’Inps, che eroga il reddito di cittadinanza, si è costituita parte civile nel processo.

Reddito di cittadinanza non dovuto: le accuse e la prossima udienza

Secondo le indagini, Riccardo Bossi avrebbe percepito indebitamente il reddito di cittadinanza tra il 2020 e il 2023, per un totale di 12.800 euro. L’importo, pari a 280 euro al mese per 43 mensilità, sarebbe stato legato al pagamento del canone di locazione di un appartamento, dal quale Bossi era stato però sfrattato già da un anno a causa della sua morosità. Non avendo pagato l’affitto, secondo gli inquirenti, Bossi non avrebbe più avuto diritto al beneficio.

L’accusa si concentra proprio su queste false dichiarazioni che avrebbero permesso al figlio del senatore di continuare a ricevere il sussidio anche dopo aver perso l’appartamento. Il Tribunale ha fissato la prossima udienza per il 14 gennaio 2025, data in cui è prevista la discussione del procedimento. Non è escluso che in quella stessa occasione possa già arrivare la sentenza.

Riccardo Bossi al centro di problemi giudiziari

Non è la prima volta che Riccardo Bossi si trova coinvolto in vicende giudiziarie legate a questioni finanziarie. Nel 2020, un ristorante di Milano lo denunciò per non aver pagato un conto particolarmente salato.

Poche settimane prima, si era reso protagonista di un episodio simile in un ristorante di Firenze. Risalendo ancora indietro nel tempo, nel 2014 era stato condannato dal tribunale di Busto Arsizio per non aver pagato un prezioso orologio e un collier in oro.

Nel 2017, Bossi è stato nuovamente condannato, questa volta per il mancato pagamento di lavori eseguiti nella sua abitazione.

Durante le indagini sul reddito di cittadinanza, Riccardo Bossi ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere di fronte ai pubblici ministeri. Fino a oggi, non ha mai rilasciato commenti sulle accuse a suo carico. Se condannato, il rito abbreviato gli garantirà comunque uno sconto di pena, ma la vicenda rappresenta un nuovo capitolo in una serie di problematiche giudiziarie che continuano a macchiare il nome del figlio del fondatore della Lega.

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