Ricordi d’infanzia e carriera, Massimo Ranieri si commuove a Domenica In

Nella foto Massimo Ranieri e Mara Venier [Foto d'archivio]
Nella foto Massimo Ranieri e Mara Venier [Foto d'archivio]

Massimo Ranieri è stato il primo ospite della 38esima puntata di Domenica In, talk show condotto da Mara Venier su Rai 1. Il cantante, icona della musica italiana, ha ripercorso non solo la sua quarantena causata dall’emergenza covid, ma anche i momenti ‘drammatici’ che hanno segnato la sua carriera. E in studio è scattata la commozione sia da parte dell’artista che da parte del pubblico.

La quarantena di Massimo Ranieri

«Mi sono fatto i miei 70 giorni di quarantena e ho messo il naso fuori casa il 4 maggio che c’era la direttiva per uscire. Ho cominciato a farmi le mie passeggiate sotto il Tevere per prendere una boccata d’aria, ma sto continuando a rispettare le direttive del governo. Sono qui in casa, ma sto bene”. Queste le parole dell’artista, riprese da Il Sussidiario. Poi continua parlando del coronavirus: “Ho fatto la settantena, ma ho anche riflettuto sulla vita: cosa succede, che ci sta succedendo e perché è successo. È un nemico terribile che non conosciamo, non lo puoi combattere e questo ti fa riflettere sulla vita, su quando la vita è così: è un battito di ciglia. Ti mette una grande angoscia”

Travolto dal successo

Massimo Ranieri ha anche raccontato di quando ha dovuto prendere una decisione drastica nel corso della sua carriera. Precisamente quando aveva 25 anni e, soprattutto, aveva venduto 15 milioni di dischi. Al Corriere della Sera, infatti, aveva rivelato: “A 15 anni, nel 1966, partecipai alla mia prima Canzonissima. Si chiamava Scala reale: tra i conduttori c’era Peppino De Filippo che lanciò il personaggio di Pappagone. Arrivai terzo. Primo Morandi, con La fisarmonica. Secondo Claudio Villa. Quarto, Domenico Modugno. Sogno e son desto, pensai, che divenne poi anche il titolo di un live e di un fortunato recital. Vinsi nel 1970 con Vent’anni e nel 1972 con L’erba di casa mia”. Nonostante tutto, però, c’era sempre lo stesso pensiero a tormentare il cantante: “Posso fare di più”. Anche per questo Massimo aveva trovato la sua risposta: “Era una domanda all’uomo”, specifica, “non al cantante: azzero tutto, cambio registro? Il teatro fu la risposta”

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