Tra Casoria e Afragola il confine tra i Moccia e la Scissione

Il recente rapporto della Dia ha ricostruito la geografia criminale dell’area a nord di Napoli. Casavatore risulta divisa tra la Vanella Grassi e i Moccia. Referenti di quest’ultimo clan controllerebbero anche i comuni di Casoria, Cardito, Carditello, Frattamaggiore, Frattaminore. Da segnalare, sui comuni di Afragola e Casoria, tra i mesi di gennaio e marzo una serie di gambizzazioni di pregiudicati implicati nella gestione delle piazze di spaccio: tali episodi potrebbero costituire parte di un unico disegno criminoso, teso a modificare gli equilibri nello smercio delle sostanze stupefacenti.
In questa parte della provincia a nord di Napoli, secondo quanto rivelato dall’ultimo rapporto della Direzione Investigativa Antimafia (Dia), la gestione dei traffici di stupefacenti rappresenta la fonte primaria di finanziamento per le organizzazioni e la causa di costanti frizioni tra i clan locali alcuni dei quali fortemente compromessi dell’esecuzione di provvedimenti cautelari.

Ad Arzano è operativo un gruppo criminale con base operativa nel “rione 167” e collegato al clan Amato-Pagano, sodalizio quest’ultimo che nel 2011 dopo violenti scontri con i Di Lauro ed i gruppi ad essi collegati avrebbe spostato il centro dei suoi interessi verso le zone di Scampia, Secondigliano, Melito, Mugnano e per l’appunto Arzano. Nel mese di dicembre 2015 il territorio cittadino è stato teatro di un omicidio e di un tentato omicidio. Il gruppo Amato-Pagano ha iniziato la propria ascesa dopo l’omicidio nel febbraio 2014 del referente del clan Moccia.

Proprio il clan Moccia, invece, sarebbe la cosca reggente di Afragola, sebbene controlla attraverso una rete di sottogruppi anche altri comuni limitrofi. Ad Afragola si registrano numerosi episodi estorsivi nei confronti di esercizi commerciali e agenzie di servizi funebri. Tuttavia, il ritrovamento ad ottobre dell’anno scorso di una cinquantina di ordigni esplosivi nel rione Salicelle è identificativo di una situazione instabile. L’influenza clan Moccia, inoltre, si conferma anche a Casoria.