Trapianto di polmoni ma la donatrice aveva il Covid, paziente muore dopo due mesi

I medici le trapiantano i polmoni ma il donatore aveva il Covid e la paziente muore. La tragedia si è consumata in Michigan, negli Stati Uniti, dove una donna affetta da malattia polmonare ostruttiva cronica, ha perso la vita a causa del coronavirus dopo che i medici le hanno trapiantato dei polmoni malati che invece avrebbero dovuto salvarle la vita. La donatrice era completamente asintomatica, ma nonostante questo dopo la morte era stata sottoposta ai controlli sugli organi e a un tampone rinofaringeo e tutti i test avevano dato esito negativo. La donna però era stata contagiata dal coronavirus SARS-CoV-2 e i suoi polmoni hanno ucciso anche la paziente a cui sono stati donati. Si tratta del primo caso al mondo che getta le basi per un nuovo protocollo in materia di trapianti che prevede un doppio test sugli organi da trapiantare, col secondo 24-48 ore dal primo, controllando anche la negatività delle basse vie respiratorie.

 

Il caso è stato riportato su “case report” dai medici della Divisione di Malattie infettive della Scuola di Medicina dell’Università del Michigan, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Epidemiologia e Medicina Polmonare. La paziente era legata a una macchina per la respirazione e la sua unica chance di vita era proprio nel duplice trapianto di polmoni. La donatrice era morta in un incidente stradale e non aveva mai avuto alcun problema polmonare, per questo è da subito sembrata più che compatibile.

 

Due giorni dopo però i medici hanno notato che la donna stava male. La funzionalità cardiaca non era buona, la paziente ha sviluppato anche febbre, ipotensione e infiltrati polmonari. Come ogni trapiantata era stata sottoposta a immunosoppressori che hanno abbassato le sue difese immunitarie. Quando è stato fatto il tampone ed è risultata positiva al Covid la situazione è apparsa da subito gravissima. Nonostante tutti i tentativi di salvarla con remdesivir e altri farmaci, dopo 2 mesi dall’intervento ha perso la vita per difficoltà respiratorie e insufficienza multiorgano.

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