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martedì, Aprile 23, 2024
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Settecainate: nuovi blocchi, tangenziale nel caos
Catenacci: si sversa fino al 3 giugno, aspettando il Tar

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GIUGLIANO. Proteste, serrata dei commercianti, blocchi stradali, traffico paralizzato con forti disagi per migliaia di automobilisti che intendevano raggiungere il mare. Quella di ieri è stata un’altra giornata difficile, segnata dall’emergenza rifiuti: epicentro della protesta l’area di Giugliano dove da giorni ha ripreso a funzionare la discarica di Sette Cainate

provocando l’accesa reazione della gente del luogo.

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Soltanto in serata la tregua: dopo un incontro in prefettura, il blocco stradale è stato rimosso, ma permane la situazione di tensione nelle vicinanze del sito, dove manifestanti nei giorni scorsi hanno tentato di impedire le operazioni di scarico dai camion e dove c’è chi teme azioni di forza. Stamattina oltre 500 persone hanno bloccato la Tangenziale di Napoli, all’altezza dello svincolo di Varcaturo, sul litorale flegreo.

I manifestanti hanno occupato la sede stradale nei due sensi di marcia. Pesanti le ripercussioni sul traffico. Sulla tangenziale si è verificata una coda di diversi chilometri e tra gli automobilisti si sono avuti alcuni malori a causa del caldo. A Varcaturo si sono recati i sindaci di Giugliano e di Qualiano, per tentare una mediazione, nella frazione del Comune di Giugliano, dove il commissario straordinario per l’emergenza rifiuti Corrado Catenacci ha deciso la riapertura della discarica di Sette Cainate per fronteggiare la grave situazione di accumulo di rifiuti nelle strade del napoletano.

A Varcaturo e Lago Patria, altra frazione di Giugliano, i commercianti hanno aderito alla proteste con una serrata. Il Comune di Giugliano ha già preannunciato ricorso al Tar contro il provvedimento di riapertura della discarica. Il prefetto di Napoli Renato Profili ha convocato immediatamente una riunione con i sindaci di Giugliano e Qualiano, il commissario straordinario per l’emergenza rifiuti Corrado Catenacci, ed una delegazione dei manifestanti.

Il blocco si è concluso in serata al termine dell’incontro. Secondo fonti della prefettura, dalla riunione è emerso che la discarica di Sette Cainate continuerà ad essere utilizzata in questi giorni, in attesa che il 3 giugno il gip si pronunci su una istanza di dissequestro di un altro sito, più lontano dai centri abitati, che in passato era stato adoperato per lo sversamento. Se tale sito potrà essere riaperto – sottolineano in prefettura – ciò potrà alleviare la situazione che si è creata a Sette Cainate. Intanto per il 15 giugno prossimo è stato fissato un nuovo incontro in prefettura con i sindaci, con Catenacci e una delegazione di abitanti del Giuglianese.


http://www.lanuovaecologia.it/rifiuti/politiche/3246.php




I SINDACI: «NIENTE DISCARICHE, PARLIAMO DI TERMOVALORIZZATORI»



di LUIGI ROANO




Sembrava una tregua sul fronte rifiuti quella scoppiata dopo il vertice in Prefettura di ieri pomeriggio, invece resta la tensione e soprattutto ciascuna delle parti in campo rimane sulle proprie posizioni. Da un lato i sindaci di Giugliano, Qualiano e le rispettive popolazioni a difesa del fortino di Settecainate, la discarica che non deve più essere violata da nessun tipo di rifiuto secondo chi porta la fascia tricolore e la sua gente. Dall’altro il commissario per l’emergenza rifiuti Corrado Catenacci per il quale soluzioni alternative a quel sito non ce ne sono proprio. E ove mai il gip giovedì sbloccasse il sito della Resit a Tre Ponti di Parete, si trova dall’altra parte di Giugliano, da solo non basterebbe a porre fine all’emergenza e quindi Settecainate continuerebbe a essere strategicamente indispensabile.
Il dato di cronaca è che la mediazione del prefetto Renato Profili per ora non ha ottenuto l’esito sperato. Una singolare similitudine con quello che avvenne a Pianura. Anche lì due settimane fa c’era il blocco per impedire l’apertura del sito di Contrada Pisani. Per questo ci fu la riunione in Prefettura dalla quale non emerse alcun risultato utile in termini di mediazione e la sera intervennero le forze dell’ordine per sbloccare la situazione. Non è una equazione matematica ma le probabilità che qualcosa di simile possa accadere anche nel territorio giuglianese sono altissime. Secondo fonti della Prefettura, infatti, dalla riunione è emerso che la discarica di Settecainate continuerà a essere utilizzata almeno fino al 3 giugno quando il gip si pronuncerà sull’istanza di dissequestro della Resit. Evento che alleggerirebbe appunto la situazione di Settecainate, ma nulla di più. In sostanza Settecainate non verrebbe chiusa, ma solo utilizzata in maniera minore. E su questo non è stata trovata l’intesa. È esplicita la posizione di Francesco Taglialatela, primo cittadino di Giugliano: «La tensione resta altissima, il problema non è affatto risolto. Abbiamo detto no a questa soluzione, del resto Catenacci è venuto alla riunione e ha mantenuto la sua posizione in maniera ferma». Taglialatela sull’eventualità di andare a presidiare anche stanotte Settecainate è chiaro: «Io non faccio il capopopolo, certo sto con i cittadini che protestano civilmente non con chi è un vandalo. Il mio dovere di sindaco è quello di intervenire nelle sedi istituzionali. Ho già fatto ricorso al Tar e ordinate delle analisi per verificare cosa si sta scaricando nel sito. Se dovessero emergere pericoli per la salute farò immediatamente denuncia all’autorità giudiziaria».
Ancora più duro il commento del sindaco di Qualiano Michele Schiano di Visconti: «Nessuno accordo, abbiamo detto no perché non ci hanno dato la garanzia che se dovesse riaprire la Resit a Settecainate non si sversa più. Io sto con la mia gente, starò con loro anche stasera a presidio della discarica». Ma c’è di più, perché il primo cittadino di Qualiano ha lanciato a Catenacci anche una proposta: «Abbiamo detto al commissario che siamo disponibili a installare sulle nostre terre anche un Termovalorizzatore, però basta discariche. Del termovalorizzatore parleremo oggi, noi tutti sindaci della zona, quelli del bacino Napoli 1, sono sicuro che riusciremo a formalizzare concretamente la proposta a Catenacci».
Sullo sfondo della polemica resta l’opera di Profili, il quale ha dato appuntamento a tutti per il 15 giugno, per tentare una nuova mediazione. Anzi, nel caso il gip non sbloccasse la Resit, Profili è pronto a invitare le popolazioni e i sindaci ben prima in Prefettura, per cercare di trovare una soluzione pacifica alla questione.


IL MATTINO – 31 MAGGIO 2004


http://ilmattino.caltanet.it/hermes/20040531/CITY/CRONACA_NAPOLI/PRESID.htm

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