GEOGRAFIA DELLA CAMORRA, FAMIGLIA PER FAMIGLIA
Ecco chi mantiene le redini del crimine in Campania

<b>LA CAMORRA</b>. In Campania


NAPOLI. A Napoli operano una quarantina di clan. La città detiene nel 2003 il primato di esecuzioni di camorra con 234 uccisioni. L’Alleanza di Secondigliano è uno dei gruppi più potenti e domina Scampia, Secondigliano, ma riesce ad esser presente in tutte le zone della città. Negli ultimi anni la conflittualità emersa tra i clan del centro e quelli della periferia mostrano la forte crisi del cartello secondiglianese che ha subito numerose scissioni ed una riorganizzazione totale delle famiglie del centro di Napoli.

Egemone nella zona che va da Chiaia a Forcella, è il clan dei Mazzarella. Il boss Vincenzo Mazzarella ha orientato il clan nel progetto di riunire in un’unica confederazione le famiglie del centro di Napoli nell’intento pare abbia il consenso di Giuseppe Misso, boss del Quartiere Sanità che domina la zona dell’Avvocata, Montecalvario, San Giuseppe, Porto Stella, San Carlo. Il Vomero e l’Arenella sono egemonizzati dai Brandi, mentre Ponticelli è dominata dal ras Ciro Sarno anch’egli molto vicino al piano di confederazione. Paolo Di Lauro detto “Ciruzzo ’o milionario”, transfuga dell’Alleanza di Secondigliano controlla oltre che alcune zone di Napoli anche Bacoli, Monte di Procida, Arzano, Casavatore, Melito e Mugnano.. Dopo un lungo periodo di contrasti tra Licciardi e Di Lauro, contrasti costati una lunga scia di sangue (almeno cento morti) attualmente esiste una pax camorristica tra l’Alleanza di Secondigliano ed il clan di Paolo Di Lauro. Il clan Contini invece domina la zona di Vasto ed Arenaccia e gravita nuovamente intorno all’Alleanza, la famiglia di Chiaia, San Pietro a Patierno continua ad essere in mano dei Lo Russo-Stabile. Bagnoli invece è terreno di conquista particolarmente ghiotto per i lavori di bonifica e il clan D’Ausilio/Sorprendente cerca di porsi come referente per tutti i clan campani, siciliani e calabresi che vogliono catapultarsi sull’affare Bagnoli.



Provincia di Napoli



In provincia di Napoli ad Afragola il clan Moccia ha ripreso grazie a politiche di alleanza particolarmente abili a rilanciare la sua forza imprenditoriale. I Moccia sono riusciti ad infiltrarsi in moltissimi appalti del centro di Napoli. Il clan Nuvoletta di Marano con i recenti arresti ha subito una forte crisi interna ma grazie al legame sempreverde con Cosa Nostra sta ritornando con piena forza nelle sue attività. La particolarità di questo clan è la struttura federativa interna. Ovvero, si compone di diversi livelli di gestione in modo tale che vi sono sottoclan non direttamente legati alla dirigenza che operano in diversi settori per conto dei Nuvoletta. Ciò rende i maranesi tra i gruppi più potenti e pericolosi. Nell’area del frattese i clan Natale e Pezzella sono molto forti, mentre a Crispano il boss Cennamo ed i suoi affiliati dopo il recente clamore sembrano essere in crisi. Ad Ercolano il clan degli Ascione è in perenne conflitto con quello dei Birra ma il primo sembra essere quello maggiormente avvantaggiato in questa fase anche grazie all’alleanza con alcune parti della confederazione casalese del casertano. A Torre Annunziata persiste il potere dei “valentini”, il clan del boss Valentino Gionta, e quello dei Gallo. La famiglia Gionta però sembra in crisi ed avendo interrotto i rapporti economici più importanti con i Nuvoletta e Cosa Nostra sembra destinata molto presto ad una sostituzione di poteri. A Torre del Greco i clan Falanga e Chierchia continuano ad essere egemoni. Nel giuglianese il clan Mallardo dopo l’arresto del boss Francesco Mallardo sta attraversando una fase di crisi che però attraverso l’alleanza con i Bidognetti, clan scissionista dei casalesi, sta ritrovando il potere perduto. Nell’area stabiese i clan D’Alessandro, Fontanella e Canfora aumentano la propria capacità di dominio anche grazie a nuove alleanze con i clan del salernitano e con quelli del napoletano.



Provincia di Caserta



Nella zona del casertano, nell’agro aversano opera uno dei cartelli imprenditorial-criminali più potenti della Campania e d’Europa: il clan dei casalesi. Organizzazione complessa paragonabile solo a Cosa Nostra anche per la capacità di avere una cupola ed una confederazione di famiglie, (circa undici) che raccoglie tutti i clan operanti nella zona del casertano a cui si aggiunge un clan albanese legato alla famiglia di Kastrati Agim, primo clan straniero a sedere nella cupola di un’organizzazione criminale italiana. Il capo indiscusso dei casalesi, Francesco Schiavone (detto Sandokan), è stato arrestato nel 1998. Attualmente il reggente dell’organizzazione è Antonio Iovine, latitante da più di dieci anni. Nello stesso territorio opera il clan dei Bidognetti, clan scisso dalla confederazione casalese dopo il pentimento di Carmine Schiavone. Villa Literno vive da anni una guerra di camorra tra fazioni riconducibili ai clan Schiavone-Tavoletta e Bidognetti. Nell’agro caleno a Pignataro Maggiore il clan legato a Cosa Nostra Lubrano-Nuvoletta sembra stia stipulando un patto di desistenza con i casalesi mentre a Sparanise il clan Papa, interno alla confederazione casalese con la scarcerazione del boss Giuseppe Papa ha assunto pieni poteri.



Provincia di Avellino


Le zone di Vallo di Lauro e il Sannio occidentale risentono particolarmente della presenza dei clan. Le famiglie dei Cava e dei Graziano operano da anni incontrastati, mentre in zona “Valle Caudina” opera il clan Pagnozzi in equilibrato contrasto con i Bove-De Paola. Tutti i clan irpini sono legati a doppio filo con i casalesi e con alcuni clan della provincia di Napoli.



Provincia di Benevento


In zona Valle Caudina opera il clan Iadanza, nella Valle Vitulanese il clan Lombardi-Esposito. Nel capoluogo il clan Saccone-Sperandeo sembra essere in crisi. I recenti arresti del clan Di Paolo egemone a San Felice a Cancello hanno mostrato la presenza preponderante di questo clan in tutto il beneventano sempre di più terreno di conquista dei casalesi.



Provincia di Salerno


Nel salernitano operano circa 12 organizzazioni camorristiche. Nell’area dell’agro nocerino-sarnese operano circa sei clan , Sorrentino, Bisogno, De Vivo, Pignataro-Prudente. Nella piana del Sele opera il clan Pecoraro-Maiale capace di godere di contatti importanti con la N’drangheta. Nel capoluogo operano i Panella ed i Grimaldi risultando però marginali.




Roberto Saviano – L’ARTICOLO Lunedì 25 Ottobre