SCONFIGGERE LA DROGA

a cura di Giuseppe De Carlo
L’Associazione socio-culturale ARCHIMEDE in collaborazione con l’Associazione “Leo Amici”, comunità terapeutica, con l’Azienda Sanitaria Locale NA2 e con Ser.T. di Giugliano e di Maddaloni hanno tenuto il 9 marzo nella sala consiliare comunale un importante, forse il primo, convegno dal tema “Giovani e droga valutazioni e possibilità di recupero”. Si deve ringraziare la presenza di molti alunni delle scuole medie Salvatore di Giacomo, di G. Verdi e dell’Istituto Don Mauro di Villaricca, che hanno riempito tutta la sala consiliare. Degno di nota per importanza è stato l’intervento del sindaco di Qualiano, Michele Schiano di Visconti, che ha sottolineato l’importanza del momento dal quale bisogna trarre la spinta giusta per risolvere questa problematica. Il sindaco nel suo intervento dice ancora: “Veramente prendo atto di quello che sta facendo l’Associazione ARCHIMEDE la quale in questi pochi mesi ha affrontato alcune problematiche del nostro territorio”. Si sono poi susseguiti gli interventi, tutti inerenti a tale grave problema, da parte dei relatori, tutti medici e psicologi esperti in materia già da tempo impegnati per fare fronte sia con strutture pubbliche che private per al problema della tossico-dipendenza. Il primo intervento è stato del direttore Dipartimento per le Dipendenze Patologiche dell’ ASL Na2, Dott. Giorgio Di Lauro, che ha parlato del disagio giovanile in una società tanto articolata, nella quale non si ha un po’ di tempo da dedicare ai giovani, dove non sono più i solidi legami famigliari e, da tali presupposti, scaturisce il problema della droga. Di Lauro ha aggiunto che già dal passaggio dallo stato di bambino a quello adolescente vengono creati dei disagi perché a tale età non si riesce più a dialogare bene con i propri genitori. Un ruolo fondamentale dovrebbe averlo anche la scuola dove i ragazzi dovrebbero essere ascoltati consolo sulla lezione, ma anche sui loro problemi. I giovani non hanno punti d’ascolto e parlano con gli amici che magari trovano come unico sfogo la droga che chiaramente ha un certo prezzo psicologico e sociale. Si ritiene necessario l’attuazione di un programma di prevenzione che metta i giovani davanti a tanti fatti che mostrano a cosa la droga può portare, in modo i giovani possano scegliere tra il bene e il male, un programma che permetta di aggregare i giovani soprattutto quelli di strada, che sono sicuramente suscettibili all’uso di queste sostanze, ponendoli in un contesto controllato. Il secondo intervento è stato quello del Dott. Giuseppe Mazzei, psicologo Ser.T. di Giugliano, il quale ha affermato che l’impegno istituzionale è molto importante per risolvere questo grave problema, assieme ai servizi ospedalieri e territoriali. Infatti, il Ser.T. di Giugliano che ha competenza su tutti paesi dell’Agro-giuglianese, affronta ogni giorno il problema della tossicodipendenza con una serie di operatori tra cui medici ad orario completo, assistenti sociali, infermieri e uno psicologo, che non riescono però sempre ad assistere a tante persone affette da questo problema, c’è bisogno, quindi, di altre figure per questi servizi territoriali che si occupano della cura e della prevenzione. La prevenzione è divisa in varie fasi con una certa valutazione, somministrando un farmaco metandrone, seguita dalla riabilitazione di questi tossicodipendenti. Egli inoltre sottolinea anche che non è vero di non essere stati aperti all’integrazione ma anzi in questi anni si sono create delle relazioni con tutte le comunità terapeutiche d’Italia, in particolare con la regione Campania, altre agenzie sociali, la Prefettura, il carcere e in questo momento c’è anche l’integrazione con molte associazioni di volontariato. La parola quindi è passata alla Dott.ssa Giuliana Ciavolino, sociologa Associazione “Leo Amici”, che ha espresso una nota in favore della sensibilizzazione, la quale deve toccare quante più persone è possibile in modo da non essere isolati dal mondo esterno, come spesso accade per i tossico-dipendenti, ma bisogna mettere fuori le potenzialità con la consapevolezza di dare cosa a questo dramma un segno di svolta che viene dal cuore. La dott.ssa Ciavolino ha inoltre posto come esempio la comunità “Leo Amici” che offre innanzitutto tanto affetto ai suoi ospiti, cercando di creare con la musica e il teatro un momento di riflessione attraverso il quale il tossico-dipendente può esprimere i suoi sentimenti, recuperando così anche i suoi più importanti valori. Afferma inoltre la Ciavolino che ancora più importante è l’incontro con le famiglie dei tossicodipendenti perché è un momento di integrazione. Altro interessante intervento è stato quello del responsabile del Ser.T. di Maddaloni, Dott. Salvatore Ferrara, il quale ha dichiarato che esiste un problema di tossicodipendenza nel vero senso della parola, ma in questi anni sono cambiate le modalità di approccio nei confronti di tale malattia, perché il ruolo del medico non deve essere quello di somministrare il farmaco al malato, per non far sentire l’effetto della tossicodipendenza, ma cercare di trovare altre soluzioni. La parte interessantissima è venuta alla fine del convegno con l’intervento di un ragazzo che ha finito il suo programma di recupero che ha spiegato quale era l sua condizione prima del programma. Tale intervento ha destato maggiormente l’attenzione dei ragazzini che erano presenti al convegno, tanto da spingerli a porre delle interessantissime domande sulla sua vita da tossicodipendente. La chiusura dei lavori è stata a cura della presidente dell’Associazione ARCHIMEDE , Porzia Micillo, esprimendo che il tossicodipendente non è altro che una persona in difficoltà e non bisogna creare un’esclusione da queste persone, l’intervento della signora Micillo chiariva fondamentalmente che l’Associazione ARCHIMEDE ha come intento l’inclusione e non l’esclusione dei tossicodipendenti nella società lo dimostra il fatto dell’apertura di uno sportello di ascolto all’interno della sede.