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martedì, Maggio 17, 2022
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GIUGLIANO: FERITO A SEDICI ANNI, ORA SPUNTA LA LITE


Hanno solo il residuo di un proiettile, quel bossolo che ha colpito Vincenzo al fianco sinistro maciullandogli la milza. E la parziale descrizione di due giovanotti che hanno accompagnato il sedicenne in ospedale prima di far perdere le proprie tracce, forse a bordo di uno scooter. Più una manciata di indizi per stringere il cerchio intorno al pistolero che sabato pomeriggio ha fatto fuoco, rischiando di uccidere. A poco più di 24 ore dal ferimento di Vincenzo C., il sedicenne di Qualiano raggiunto da un colpo di arma da fuoco in un luogo ancora imprecisato di Giugliano, gli elementi in mano agli investigatori sono ancora pochi. Sull’episodio, osservano gli agenti della polizia giudiziaria che seguono il caso, resiste «troppa omertà». Inutile chiedere collaborazioni: nessuno, tra gli amici che si sono recati in ospedale a far visita al ragazzo, è stato in grado di fornire un solo indizio. Qualche chiarimento potrebbe arrivare, già nelle prossime ore, dallo stesso Vincenzo, attualmente ricoverato nel reparto di chirurgia dell’ospedale San Giuliano. Il giovane è ancora in prognosi riservata, anche se sarebbe fuori pericolo di vita, così come confermano i medici: «Il paziente è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico durante il quale gli è stata asportata la milza e ricucito fegato e stomaco – dice il prof. Eugenio Gragnano – Ora bisogna attendere il decorso post-operatorio. Noi, comunque, siamo fiduciosi».

E in attesa che Vincenzo riprenda pienamente coscienza, gli agenti del commissariato di Giugliano indagano a 360 gradi per capire chi abbia ferito il sedicenne, perché lo abbia fatto e in che circostanze sia maturato l’episodio. L’unico elemento certo di questa vicenda è che il ragazzo, sabato pomeriggio, è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Giugliano da due persone, immediatamente dileguatesi. Tra le piste c’è chi, compresi i parenti, pensa ad una eventuale difesa del ragazzo ad un tentativo di rapina. Una ipotesi non confermata dalla polizia che in queste ore starebbe valutando più approfonditamente la pista di una lite fra coetanei. Dalle prime ore di ieri gli investigatori hanno convocato e ascoltato alcuni ragazzi sui quali sono in corso accertamenti. Si indaga anche sulla famiglia di Vincenzo nel tentativo di dare un nome agli aggressori, a chi in particolare ha premuto il grilletto della pistola che rischiato di ammazzare il ragazzo.

Un invito «a chi ha visto o sentito qualcosa» è arrivato ieri dal sindaco di Giugliano Francesco Tagliatatela: «Non mi stanco di lanciare appelli. Alle persone che possono collaborare, dico: abbiate fiducia, lo Stato protegge chi aiuta gli investigatori. L’omertà è il condizionamento subito da una maggioranza silenziosa ad opera di una minoranza criminale. Occorre combatterla con tutti gli strumenti assieme a quella subcultura in cui confluiscono devianza giovanile e criminalità spicciola». Per Corrado Gabriele, assessore regionale al Lavoro, bisogna pensare ad «una serie di sistemi di protezione che possano aiutare i giovani a riscattarsi. Per non cadere nella retorica, dobbiamo dirci chiaramente che tanti ragazzi dell’hinterland partenopeo per i quali l’occupazione di ogni giorno è la strada, vanno spinti a estraniarsi. Lontani dai loro paesi, lontano dai loro circoli. Dobbiamo spedirli verso un’occasione di lavoro tra le tante che arrivano dal nord e centro Italia. Al loro rientro capirebbero che un’altra adolescenza è possibile».



UF – IL MATTINO 28 AGOSTO 2006

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