L’indagine che questa mattina ha portato all’arresto di otto persone alcune delle quali gravemente indiziate del tentato omicidio di tre giovani presenta aspetti alquanto inquietanti. A capo del gruppo Luigi D’Antonio che, oltre al tentato omicidio dei tre giovani, avrebbe, insieme a Francesco Iorio compiuto una stesa a Castelvolturno quando,  scorrazzando per strada, armi in pugno, nei pressi di un noto esercizio pubblico della cittadina, affollato di gente, avrebbe sparato in aria alcuni colpi di fucile. D’Antonio e Iorio si sarebbero poi anche impadroniti di uno scooter per compiere successivamente l’agguato.

Allo stesso tempo, è stato possibile ricostruire come D’Antonio, avvalendosi della collaborazione materiale di sua madre Assunta Castellano e dell’allora sua fidanzata Teresa Venosa, con le quali corrispondeva dal carcere, si sia reso autore di una serie di condotte estorsive consumate in danno dei suoi stessi complici; dietro minaccia di una possibile collaborazione con l’autorità giudiziaria, che lo avrebbe portato a rivelare le loro identità, D’Antonio e le donne li hanno infatti costretti a versare diverse somme di denaro, sotto forma di ratei settimanali, a titolo di “supporto economico” per la condizione carceraria patita.

In carcere sono finiti Luigi D’Antonio, 25 anni, la madre Assunta Castellano, 43 anni, l’ex fidanzata Teresa Venosa, 21 anni, nipote del collaboratore di giustizia Salvatore Venosa; insieme a Lorenzo De Rosa Esposito, 22 anni; Andrea Rosario Guida, 24 anni; Francesco Iorio, 20 anni; Felice Marfella, 21 anni; Giorgio Monaco, 21 anni. I fatti a monte dell’attività d’indagine risalgono alla nottata tra il 13 e il 14 agosto 2019, quando a Castel Volturno tre giovani rimasero vittime di un agguato a colpi di fucili a canne mozze.

 

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