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domenica, Aprile 6, 2025
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Dramma nel centro diagnostico a Grumo, Andrea muore dopo la Tac con mezzo di contrasto

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Una tragedia ha colpito il centro diagnostico di Grumo Nevano, dove Andrea Scarpati di 77 anni di Acerra è deceduto durante una TAC con liquido di contrasto.
Secondo una prima ricostruzione, la tragedia si è consumata in pochissimi secondi. Infatti , secondo quanto avrebbero accertato gli inquirenti, all’anziano è stato iniettato per via endovenosa il liquido di contrasto che avrebbe portato al 77enne ad iniziare ad accusare subito un forte malore, tanto da farlo perdere conoscenza. Immediati sono scattati i soccorsi da parte del personale del centro diagnostico che ha tentato di rianimare l’anziano, utilizzando anche un defibrillatore, il cui uso, purtroppo, non è servito a salvare la vita al paziente.
Allertati, sono subito Intervenuti gli agenti del commissariato di Frattamaggiore i quali hanno avviato le indagini sotto direzione del vicequestore Nicola Donadio, coordinate dal pubblico Ministero della Procura di Napoli Nord. Maria Antonietta Troncone.

Il Magistrato ha disposto il sequestro immediato del macchinario radiologico utilizzato per l’esame, inclusi il liquido di contrasto e un defibrillatore con registratore, utilizzato dal personale medico nel tentativo di salvare il paziente. La salma dell’uomo è stata trasferita presso l’istituto di medicina legale dell’ospedale San Giuliano di Giugliano per l’esame autoptico, mentre i familiari, increduli e dopo momenti di grande tensione e di sgomento, hanno presentato una dettagliata denuncia per chiedere alla magistratura di accertare e fare chiarezza sulle circostanze della morte assurda che ha colpito il proprio familiare, valutando eventuali responsabilità in capo al centro diagnostico.

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Il centro diagnostico, attraverso una dichiarazione ufficiale, ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia della vittima e si è dichiarato “disponibile a cooperare pienamente con le autorità investigative per fare luce su quanto accaduto”

Ora sarà compito della magistratura cercare di fare chiarezza sulle cause del decesso e anche se i soccorsi da parte del personale della struttura siano stati adeguati e sopratutto se le precauzioni diramate dall’Aifa ( Agenzia italiana del farmaco) alle strutture mediche pubbliche e private, siano state adottate. Le precauzione includono premedicazione per i soggetti a rischio, la presenza di un anestesista rianimatore in sala durante l’esame per pazienti con reazioni allergiche note, la formazione del personale sanitario sui protocolli di emergenza e l’equipaggiamento per il trattamento delle reazioni anafilattiche gravi.

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