Una donna muore di Covid in ospedale ma i propri familiari non possono vederla neanche per l’ultima volta. A raccontare questa triste storia è Andrea che si è rivolto a Gianni Simioli e a La Radiazza . “Mia mamma, che si chiamava Giovanna, era ricoverata all’ospedale di Nola per covid. Dopodiché è stata trasferita d’urgenza al Cardarelli dove venerdì 13 novembre è deceduta. Dopo aver appreso la notizia, siamo andati in ospedale per la salma e per recuperare gli effetti personali di mia mamma. All’obitorio però il corpo di mia ci è stato consegnato un telo verde chiuso, non abbiamo potuto fare il riconoscimento e né darle un ultimo saluto, credo che questa sia una barbarie. Ci è venuto anche il dubbio che quello nel sacco non fosse il corpo di mamma. I familiari di un defunto, già affranti, non possono essere tratti in questo modo disumano. Io dal giorno della morte quando chiudo gli occhi, ho solo l’immagine di mia madre nel sacco. Ora vorrei per lo meno recuperare gli effetti personali di mamma, cosa che sta risultando alquanto complicata.”.

Donna morta al Cardarelli, salma consegnata in un sacco verde: le parole del consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli

“Ci troviamo tutti in una situazione molto difficile da affrontare ma questo non giustifica la mancanza di umanità e sensibilità, crediamo non sia questo il modo di trattare chi ha perduto una persona cara. Possibile mai che non ci sia un modo per far sì che i familiari possano vedere per l’ultima volta un loro caro defunto e che possano anche così riconoscerlo in tutta sicurezza? Agli ospedali chiediamo efficienza, sicurezza ma anche umanità. Inoltre abbiamo chiesto alla direzione ospedaliera di risolvere la questione legata agli effetti personali della donna.”- sono le parole del Consigliere Borrelli e di Simioli.

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