Clan De Rosa, tutti a processo i ras della mala di Qualiano

Tutti a processo. E’ questa la decisione presa dal gip Comella contro presunti affiliati e gregari del clan De Rosa di Qualiano, gruppo emergente della zona. Quest’ultimo  duramente colpito da un blitz effettuato lo scorso dicembre dai carabinieri. In azione entrarono i militari della Compagnia di Giugliano, guidata dal capitano Andrea Coratza, insieme ai colleghi della Stazione di Qualiano, diretta dal maresciallo Pasquale Bilancio, che diedero esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip su richiesta della Procura-Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 16 persone ritenute responsabili dei reati di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, detenzione di armi clandestine e spaccio di sostanze stupefacenti.

La decisione del gip

Il gip ha così deciso per il giudizio immediato nei confronti di  Domenico Di Palma, Mariano Aporta, Luca D’Alterio, Christian Sigillo, Vincenzo Denza, Aldo Buro. Processo anche per Vincenzo Conte, Gennaro Marra, Francesco Ferrigno. Stessa cosa per Francesco Accetta, Davide Bevilacqua, Agostino Ciccarelli, Raffaele Palma, Giovanni Ciccarelli, Antonio Bevilacqua, Raffaele Guerra. Fu dimostrato che erano in grado di veicolare messaggi e ordini anche dal carcere.

Il fulcro dell’inchiesta: i nuovi ras di Qualiano

L’indagine, che ha preso avvio a seguito di alcune denunce di estorsione, prese avvio dal settembre 2018 al gennaio 2019, grazie alle indagini della stazione dei carabinieri di Qualiano. L’indagine permise di dimostrare l’attuale operatività del clan De Rosa che, nonostante veda molti dei suoi esponenti apicali detenuti, continuava ad esercitare il controllo del territorio. Le articolate investigazioni, svolte attraverso attività tecniche e tradizionali, permisero inoltre la costruzione di un impianto probatorio che dimostrò l’operatività del gruppo. In particolare la compartecipazione degli indagati al gruppo criminale capace di affermare la propria egemonia mafiosa sul territorio. La commissione di estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti della zona. Infine il controllo del traffico di droga e della gestione delle piazze di spaccio sul comune di Qualiano.

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