Colpo di scena al processo di don Michele Barone: le foto degli esorcismi

Incidente probatorio del caso Don Michele Barone. Ieri l’avvocato Carlo Taormina, legale del prete accusato di esorcismi illeciti, ha portato in Tribunale una serie di foto volte a dimostrare che i riti praticati dal suo assistito fossero accompagnati dal consenso dei soggetti coinvolti. Due le vittime ascoltate dalla Corte, alle quali sono state mostrate dalla difesa dell’imputato le immagini che chiarirebbero le loro stesse intenzioni.

“Sa chi è Milleocchi? Lei si svegliava al mattino con tagli sulle braccia? Con la “S” di Satana sulla lingua? Con incisa sulla pelle la scritta Hell Satana?” – ha domandato Taormina ad una delle giovani interrogate, come riportato dal ‘Mattino’. “Quella specie di “S” era dovuta all’apparecchio per l’estensione del palato che tutt’ora porto. Sì, mi comparivano dei tagli sulle braccia che poi sparivano in poco tempo, ma non so se queste in foto sono le mie braccia” – ha spiegato la ragazza.

Le due ragazze sentite in fase d’indagine preliminare hanno svelato agghiaccianti retroscena: Barone sarebbe riuscito a plagiare mentalmente i suoi seguaci e a condizionare la loro vita, convincendoli che se fossero usciti dalla “setta” le conseguenze per loro sarebbero state “pianto e stridore di denti”. Esisteva un codice da rispettare: “Guai a frequentare chi esce dalla setta, se li è portati il diavolo, se parlate con loro prenderà anche voi”.

Le due vittime maggiorenni hanno dunque confermato durante l’interrogatorio avvenuto presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere le accuse di maltrattamenti, percosse e violenza carnale a carico di Don Michele.

Hanno raccontato di essersi sentite per un lungo periodo in balia del parroco di Casapesenna, il quale si sarebbe servito di una tecnica personale per tenere i suoi adepti sotto controllo, incluso il poliziotto Luigi Schettino, finito ai domiciliari lo scorso febbraio.

Si è parlato ancora degli abusi sessuali poiché una delle delle ragazze ha confermato i rapporti intimi cui Barone l’avrebbe costretta a sottoporsi sia in Italia che in Erzegovina, nell’hotel che sarebbe di proprietà del prete.

La stessa ragazza avrebbe subito anche sevizie nel corso degli esorcismi subiti, così come la bimba 13enne, al centro dello scandalo sollevato dalle Iene, ha già spiegato precedentemente: “Quando ci picchiava, credevamo che stesse percuotendo il diavolo”. Tutti i seguaci dell’ “esorcista” della Diocesi Aversana sono stati convinti fino a poco tempo fa che il sacerdote fosse un benefattore, ma adesso chiedono giustizia.