Coronavirus, in Catalogna 816 casi in un solo giorno ma un tribunale sospende il lockdown

Coronavirus Spagna, stop al lockdown in Catalogna
Coronavirus Spagna, stop al lockdown in Catalogna

Coronavirus Spagna, stop al lockdown in Catalogna. Un tribunale ha deciso di non ratificare la decisione presa ieri dal governo catalano di imporre un lockdown in otto comuni, tra cui Lleida. Per il giudice del Tribunale di Lleida, la decisione della Generalitat è “sproporzionata”. Lo riferisce La Vanguardia. Ieri il governo della Catalogna aveva ordinato il confinamento totale nella città di Lleida, che conta quasi mezzo milione di abitanti, e in altri sette comuni della zona di Segrià, a causa di un focolaio incontrollato di Coronavirus. La popolazione doveva restare a casa tranne che per andare al lavoro o altri spostamenti necessari.

Coronavirus Spagna, stop al lockdown in Catalogna: i numeri sono preoccupanti

Il totale dei contagi in Catalogna dall’inizio della pandemia è giunto a 76.318 (816 in più rispetto a ieri). Il numero dei decessi nella regione ammonta a 12.617 dall’inizio della pandemia (in tutta la Spagna, i numeri sono, rispettivamente, 253.908 e 28.403). I nuovi casi nella zona di Barcellona, riporta invece El Pais, si sono moltiplicati per quattro negli ultimi 12 giorni. In totale, nel Paese si contano più di 70 focolai attivi.

Coronavirus in Italia, l’annuncio del Governo: “Vaccino distribuito entro fine anno”

Se il Coronavirus in Spagna è un problema sempre più vivo, con la Catalogna che pare abbia detto ‘stop’ al lockdown, in Italia si cerca di tener duro in attesa del vaccino. Entro la fine del 2020 dovrebbero arrivare le prime dosi di vaccino di Coronavirus. Questo è quanto affermato dal ministro della Salute Roberto Speranza in un’intervista rilasciata al Foglio. Poi specifica: «Non partirei dall’obbligatorietà, quella che stiamo vivendo è la stagione della persuasione e credo che si debba andare avanti in questa direzione».

Speranza si dice anche favorevole a uno scudo penale per i medici in queste settimane sottoposti a valanghe di denunce: «Penso che una protezione sia legittima. E penso che sia giusto prevedere anche a livello legislativo un qualche strumento che possa tutelare i medici riconoscendo loro la specialità e la straordinarietà di quel momento storico». Per quanto riguarda il meccanismo europeo di stabilità, il ministro Speranza si definisce «un grande sostenitore dell’accesso dell’Italia alla linea di credito per le spese sanitarie, prevista dal Mes».

 

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