Covid a Napoli, la proposta dei commercianti: “Lockdown per salvare il Natale”

Lockdown per salvare il Natale a Napoli
Lockdown per salvare il Natale a Napoli

Con la curva dei contagi in crescita, il lockdown sembra essere una prospettiva sempre più vicina. Seimila commercianti di Napoli e provincia hanno scritto al governatore De Luca per chiedere un’accelerazione su una chiusura totale in vista del Natale. Chiudere adesso per non perdere gli introiti del periodo più redditizio dell’anno. Questa la richiesta di un nutrito gruppo di commercianti che – come riporta Il Mattino – si sono uniti fin dall’inizio della pandemia e che, ora, chiedono al presidente De Luca di agire.

Se lockdown dovrà essere, spiegano, che si faccia subito per arrivare a Natale con le serrande alzate. Il timore degli esercenti, infatti, è quello che – procrastinando la decisione – si possa arrivare a fine dicembre in una situazione simile a quella dello scorso mese di marzo. Una eventualità da scongiurare poiché, hanno spiegato, nel periodo di Natale alcune attività commerciali arrivano ad incassare fino al 50-70% degli introiti di tutto l’anno.

Lockdown per salvare il Natale

“L’altra notte” è quella fra martedì e ieri, quella durante la quale il confronto si è protratto ben oltre le ore piccole e si è concluso quando la città era già in movimento. Alle 7,08 del mattino è stato votato e diffuso il comunicato che poi è diventato lettera-appello alle istituzioni. “Noi non possiamo stare ad aspettare, chiediamo subito il lockdown, come molti virologi chiedono ma a patti e condizioni. Per fermare il contagio basta limitare la circolazione dei cittadini per quindici giorni. Ma deve essere lockdown vero con chiusura di tutte le attività comprese banche e tribunali, e con limitazioni anche nei trasporti pubblici. Ovviamente bisogna prevedere immediato sostegno per tutti quelli che fermano le loro attività, imporre il blocco dei decreti ingiuntivi, limitare le richieste pressanti di copertura dei debiti, bloccare il pagamento dei canoni di locazione e bollette”.

“Perché quindici giorni di chiusura totale, ma con misure di sostentamento, non mandano in tilt la macchina economica però generano un drastico abbassamento dei contagi. Solo così si consente a negozi e imprese di ripartire con forza proprio nel momento in cui c’è la massima richiesta”.