Doppia stesa di camorra a Miano e al Don Guanella, Don Aniello: “Qui va sempre peggio”

«Sviluppo e lavoro per i giovani
«Sviluppo e lavoro per i giovani", l'appello di don Antonio Manganiello

«Rispetto a 10 anni fa le cose in questo quartiere sono peggiorate. Anche prima ovviamente c’era la camorra ma alle sparatorie per uccidere un esponente del clan rivale si sono aggiunte le cosiddette “stese’’. Serve uno scatto di legalità». È l’amara riflessione di don Aniello Manganiello a poche ore dall’esplosione, per l’ennesima volta, di colpi d’arma da fuoco a Miano in via Janfolla e al Don Guanella, rione dove il parroco è tornato nei mesi scorsi. Manganiello, sicuramente inviso alla criminalità organizzata del posto tanto da ricevere minacce e avvertimenti, era andato via da Miano nel 2010 continuando altrove il proprio sacerdozio. Il ritorno di qualche mese fa è stato accompagnato dalla soddisfazione dei fedeli e della parte sana del territorio, ma questo non basta a chiudere una lunga pagina buia di degrado di un quartiere in cui c’è fermento criminale per il predominio delle attività illecite, spaccio di droga e estorsioni innanzitutto.

«Le violenze vanno denunciate – aggiunge Manganiello – anche se magari a farlo non è la persona offesa ma una terza persona che possa garantire sicurezza a chi è vessato. Servono leggi e norme specifiche su questo, le si attui. Non ci si può girare dall’altra parte, serve uno scatto di legalità. Nel mio precedente periodo ad imperare era il clan Lo Russo mentre ora, dopo gli arresti e i pentimenti ci sono giovani leve di ventenni che cercano spazio e potere. Anche per questo motivo La pericolosità a Miano è se possibile aumentata e si continua a sparare. Lo Stato, le istituzioni devono essere presenti per non lasciare al loro destino la popolazione locale». A metterci la coda, il diavolo della pandemia che sta lasciando un grande vuoto sociale ed economico. «Sviluppo e lavoro per i giovani di questo quartiere devono essere la priorità. Senza di essi ogni sforzo rischia di essere vano e la criminalità avrà sempre la meglio», è l’appello finale di don Aniello Manganiello.