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martedì, Settembre 27, 2022
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“E’ un carabiniere? Non ci interessa. Se non paghi ti mandiamo i vigili”, i paradossi del clan Mallardo


Non solo avevano chiesto il pizzo ad un carabiniere, ma per costringerlo a pagare lo avevano minacciato dicendo che se non lo avesse fatto avrebbero chiamato i vigili. A svelare i retroscena sull’estorsione che ha portato all’arresto di Armando Palma, detto Armanduccio 29, esponente del clan Mallardo, è Filippo Caracallo, ex pentito del clan Mallardo poi deceduto. Era il 2013 quando i due si recarono da un privato che stava effettuando dei lavori edili in un’area destinata a parcheggio chiedendo 1000 euro come tangente. “Se non ci dai i soldi ti facciamo chiudere tutti e ti mandiamo i vigili”, dissero i due alla vittima

L’inchiesta nasce dalle dichiarazioni rese il 18.06.2018 dal collaboratore di giustizia Filippo Caracallo in riferimento all’estorsione che ha commesso in concorso con Armando Palma  conclusasi con la consegna di mille euro da parte della vittima. Secondo il racconto del collaboratore, gli indagati si presentavano sul posto qualificandosi come “gli amici di Giugliano”, modo palesemente velato per far intendere agli interlocutori la loro appartenenza al clan Mallardo. 

”Io e Palma parlammo con l’operaio e con il titolare, ci presentammo come gli amici di Giugliano e chiedemmo come mai non sifossero rivolti a noi per i lavori in corso di svolgimento. Loro risposero che trattandosi di un piccolo lavoro non pensavano di dover pagare. Ci dissero anche che l’affittuario del capannone era un nostro paesano. Noi gli rispondemmo che non ci interessava e che dovevano pagare. Ci chiesero quindi di aspettare 3 o 4 giorni. Sempre secondo il suo racconto, nella seconda fase, Caracallo veniva contattato dal fratello della vittima, il quale lo informava che il piazzale dov’era andato a chiedere l’estorsione era di proprietà di un carabiniere. Caracallo manifestava la sua indifferenza, rappresentando che il pagamento dell’estorsione spettava all’impresa (di Parete, ndr) e non al proprietario. Dopo due giorni, l’ex pentito incontrò i due fratelli i quali consegnarono i soldi

“Il carabiniere poi cacciò una busta contenente 1000 euro e me la porse, lo gli dissi che non era il caso e che non li volevo accettare, ma lui disse che era un regalo che faceva lui agli amici di Giugliano. Presi quindi i soldi. Andammo poi insieme a prendere un caffè e io, vedendo per caso un ragazzo di nome Francesco di San Nicola che mi conosceva, gli diedi i soldi dicendogli di cambiarli in altre banconote, temendo che potessero essere contrassegnale. Dopo il caffè, tornammo nel cortile e fumammo una sigaretta. Il carabiniere mi diede un pizzocotto affettuoso sulla guancia e mi disse che gli ero simpatico e che lui era mia disposizione. La ditta poi non pagò l’estorsione e noi ci accontentammo dei 1000 euro consegnati  che dividemmo io ed il Palma”

Le indagini svolte dai Carabinieri della Compagnia di di Giugliano accertarono poi che la vittima era un dipendente del Ministero della Difesa e non un appartenente all’Arma dei Carabinieri.

L’interrogatorio

Si è celebrato ieri mattina nel carcere di Santa Maria Capua Vetere davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, l’interrogatorio di garanzia a carico di Armando Palma, detto Armanduccio 29, esponente del clan Mallardo. L’indagato, difeso di fiducia dall’avvocato Luigi Poziello del foro di Napoli nord, ha deciso di rispondere a tutte le domande che gli sono state poste, respingendo ogni accusa che gli è stata addebitata. L’avvocato ha depositato istanza di scarcerazione che verrà decisa nei prossimi giorni.

 

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Antonio Mangione
Antonio Mangionehttp://www.internapoli.it
Giornalista pubblicita iscritto dalll'ottobre 2010 all'albo dei Pubblicisti, ho iniziato questo lavoro nel 2008 scrivendo con testate locali come AbbiAbbè e InterNapoli.it. Poi sono stato corrispondente e redattore per 4 anni per il quotidiano Cronache di Napoli dove mi sono occupato di cronaca, attualità e politica fino al 2014. Poi ho collaborato con testate sportive come PerSempreNapoli.it e diverse testate televisive. Dal 2014 sono caporedattore della testata giornalistica InterNapoli.it e collaboro con il quotidiamo Il Roma
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