Ercolano piange Don Raffaele Falco, il prete anticamorra stroncato dal Covid

Don Raffaele Falco
Don Raffaele Falco

Lutto ad Ercolano per la morte di don Raffaele Falco, il prete anticamorra stroncato dal Covid a 77 anni. don Raffaele Falco predicava dall’altare della Chiesa del Redentore, a due passi dalla stazione “Miglio d’Oro” della Circumvesuviana ed in una delle zone dove più si erano combattute faide di camorra negli anni passati.

Questo il messaggio di don Pasquale Incoronato: “Il tempo è compiuto. Questo tempo è finito. Ti sarò grato per sempre. Ho cercato in questo ultimo mese di sollevarti, di alleviare le tue sofferenze, eri stanco”.

“Mi hai insegnato ad amare Gesù, mi hai testimoniato l’amore vero e autentico, siamo stati accanto in questi 20 anni, abbiamo amato questa città e la comunità dei credenti di Ercolano. Sarò custode del tuo cuore e dei tuoi insegnamenti”.

“Con te ho vissuto e vivrò per sempre cosa significa essere fratelli. Non potrò mai ringraziare il Signore per il dono che mi ha fatto quando mi hai accolto senza se e senza ma, senza conoscermi. Grazie al Signore e a te solo sono ancora qui”.

“Guidami ancora adesso che hai incontrato Gesù faccia a faccia. Sarà triste questo tempo ma la certezza che sei in Paradiso mi consolerà, finché un giorno potremo ancora sorridere, pregare, abbracciarci per sempre. Tuo”.

L’addio del sindaco di Ercolano a don Raffaele Falco

“Quando il nome dei camorristi veniva citato a bassa voce, nel timore che qualcuno sentisse, c’era un parroco ad #Ercolano, che invece gridava tutto il suo disappunto e la sua rabbia contro chi seminava paura e morte nelle strade della nostra città. “Fate venire l’esercito”, scriveva di suo pugno in una lettera inviata alla Commissione Straordinaria che reggeva le sorti del Comune e al Presidente della Repubblica. 
In quella infuocata estate del 1993, #DonRaffaeleFalco, si fece portavoce della voglia di riscatto e di giustizia di un’intera comunità. Furono le sue parole, i suoi messaggi, il suo grido di aiuto a smuovere le coscienze di tutti. Le forze dell’ordine arrivarono in città e andarono nelle case dei camorristi. Iniziò, grazie alle parole di quel parroco, quella lunga onda di anticamorra che ha permesso alla nostra Ercolano di trovare il coraggio di denunciare, di combattere e di vincere la sua battaglia contro l’illegalità. Ascoltando le parole di quel sacerdote, dentro di me trovai la forza per iniziare a gridare anche io che la camorra doveva essere sconfitta, che la parte sana della mia città doveva avere la meglio. 
Oggi Don Raffaele Falco è ritornato alla Casa del Signore, Ercolano si sente più triste, ma in noi resteranno indelebili i suoi insegnamenti e la sua straordinaria forza. Grazie Don Raffaele”, scrive il sindaco Ciro Buonajuto.