Festa a Qualiano, nonna Santina spegne 100 candeline: «Vi svelo il mio segreto»

E’ nata poco dopo la Prima Guerra Mondiale, ha attraversato con tutti i dolori e le paure la Seconda. Ieri Santa Vallefuoco, nata a Qualiano il 2 luglio 1920, ha spento cento candeline. Nonna Santina è stata una coltivatrice diretta, è una di quelle donne che ha speso l’intera vita ad accudire la famiglia. Le parole d’ordine sono sempre state rispetto e dignità, mai una discussione, mai un parola fuori posto, insomma una donna d’altri tempi. Chi la conosce ne parla un gran bene, come una grande donna, come “quelle di una volta”. Una persona semplice, una ‘nonnina’ dall’animo buono.  Sette figli, 20 nipoti e quasi 50 pronipoti che non fanno mai mancare affetto e attenzione alla neo centenaria che si distingue per lucidità e brillantezza. Sono quattro generazioni che si incontrano in casa di Santina al taglio della torta.

Per l’occasione il sindaco di Qualiano, Raffaele De Leonardis, ha omaggiato a nome di tutta l’amministrazione nonna Santina con la fascia tricolore per festeggiare l’evento e portare i saluti di tutta la comunità.

“Ieri abbiamo trascorso momenti davvero emozionanti per i 100 anni di una nostra concittadina – racconta il primo cittadino. Un prestigioso traguardo quello del centenario ed è stato un onore per noi portarle gli auguri di tutta la città. A lei abbiamo consegnato una targa e la fascia da sindaco di Qualiano che terrà fino a domenica, quando parenti ed amici le hanno organizzato una grande festa” conclude il sindaco di Qualiano

Nonna Santina è un fiume in piena

Nonostante le tante parole e una memoria super sveglia, negli occhi si legge la sofferenza di chi ne ha viste tante nella vita. Nonna Santina è un fiume in piena, non smette di parlare ricorda con lucidità la seconda Guerra Mondiale e tutte le difficoltà vissute in quell’epoca.

L’unico mio rimpianto -dice con gli occhi lucidi- è non essere potuta andare a scuola. Sono ignorante e tutto quello che ho fatto è stato nel nome di Dio“. Santina non finisce una frase senza far riferimento alla Fede, la sua vocazione è tanta e quasi le scende una lacrima quando ripensa a piazza San Pietro vuota per l’emergenza coronavirus. “Ho pregato per il Papa e i preti”, sì perché lei che vissuto gli strascichi di una guerra e le barbarie di un’altra, e non è spaventata di fronte al virus invisibile che dallo scorso febbraio ha messo in ginocchio il mondo intero: “Non ho paura, durante la quarantena mi sono chiusa in casa come hanno fatto tutti e mi sono dedicata alla cucina e alla mia famiglia”.

Per lei non è solo la fede l’unico segreto del suo traguardo, ma ce ne svela un altro ed è in realtà il consiglio che dà ai nipoti e tutte le nuove generazioni: “Dico sempre di stare attenti e di portare rispetto, stare lontani da ambienti e giri pericolosi. Io non ho mai bevuto bevande alcoliche e non ho mai fatto uso delle sostanze che usano ora molti giovani. I miei nipoti sanno bene che devono stare sempre attenti quando escono di casa. Godersi la vita nella semplicità e nel rispetto reciproco”. Insomma, questo è il suo elisir della vita. Auguri nonna Santina, ancora 100 di questi giorni.