Sono ricchi di particolari i verbali di Alessandro De Falco, il neo pentito dell’area flegrea che sta rivelando ai magistrati i segreti dei clan della zona. Particolari fin qui inediti che aiutano a comprendere le rivalità, le tensioni e gli assetti in campo in un’area dove insistono da sempre diversi gruppi criminali. De Falco ha raccontato di essere finito ben presto nel mirino di Alessandro Giannelli, l’ambizioso ras di Cavalleggeri d’Aosta che inaugurò qualche anno fa una stagione di terrore.

«Quando sono uscito dal carcere, precisamente il 15 luglio 2015, fui avvicinato da Roberto Pinto il quale mi disse che Alessandro Giannelli aveva ucciso Rodolfo Zinco e che io per volontà di Giannelli potevo fare la stessa fine perchè Giannelli era convinto che durante la sua carcerazione mi ero preso le piazze di Cavalleggeri e non gli mandassi i soldi in carcere. Il mandante è stato Alessandro Giannelli e vi partecipò anche Genny Carra. Queste notizie le ho apprese da Roberto Pinto». Dichiarazioni che necessitano ovviamente di un ulteriore riscontro ma che potrebbero essere l’incipit di nuovi retroscena.

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