Guerra negli Scissionisti, al summit con ‘zia Rosaria’ anche ‘Bisio’, cassiere del clan

Lo scontro che spaccò gli Amato-Pagano è al centro delle indagini che portarono al ritrovamento del cadavere di Davide Tarantino in un terreno di Melito nel dicembre dello scorso anno. Davide Tarantino è stato probabilmente ucciso quel venerdì 26 febbraio 2016 quando uscì di casa senza fare più ritorno. A denunciare la scomparsa di Davide Tarantino  fu la moglie che, dopo due anni e mezzo di flebile speranza, ieri ha ricevuto la notizia del ritrovamento del corpo del marito 44enne. Lo scontro (che per gli inquirenti potrebbe aver coinvolto lo stesso Tarantino) era quello tra la fazione di Ciro Mauriello, molto vicino a Rosaria Pagano, e quella di, Pietro Caiazza: una rivalità confermata anche da alcune intercettazioni.

Intercettazioni ritenute fondamentali adesso per capire cosa stia succedendo adesso a Melito e dintorni. Secondo quest’ultime le decisioni venivano prese alla presenza di Rosaria Pagano e del giovane rampollo della famiglia D.A. finito in carcere a soli 16 anni. Una delle frasi più ricorrenti attribuite agli interlocutori – in questo caso allo stesso Ciro Mauriello, a colloquio con Rosaria Pagano e il boss 16enne – è «Vi do la mia parola davanti a voi (zia Rosaria) e a M. (il giovane rampollo), con Pierino me la vedo io, ho già deciso». Già negli scorsi mesi erano emerse le modalità di questi colloqui che si tenevano davanti alle due figure apicali del clan nel salotto delle decisioni. A quei summit era presente anche Claudio Cristiano detto ‘Bisio’ arrestato due giorni fa. In particolare, in un’intercettazione del 23 maggio del 2016, si registra un incontro tra un certo Totore, Rosaria Pagano, il figlio minorenne, Giuseppe Cipressa detto Peppaccio, lo stesso Cristiano e Raffaele Mauriello ‘o chiatto, figlio di Ciro. In quest’occasione, Mauriello chiede a Rosaria Pagano un confronto con Pietro Caiazza, accusato di voler affermare la sua leadership sul territorio con comportamenti scorretti nei confronti della famiglia e dei suoi affari. Una mania di protagonismo a cui avrebbe messo fine confinando ‘zio Pierino’ nella sua città – Afragola – allontanandolo dagli affari di Melito e Mugnano.: «Secondo me si deve fare così.. Pierino io ti do la parola mia … davanti voi e davanti a 0missis (il minorenne ndr) … che se è per me tu campi cento anni … a prescindere .. sono stato o non sono stato io .. .inc … se è per me tu campi cento anni … tu da Melito te ne devi andare … te ne devi andare ad Afragola pigliati le bancarella delle sigarette … prenditi a questi quattro … non si può convivere come fai a convivere con questi qua … Rosaria perchè se succede … che …. tra un mese e mezzo stiamo punto e a capa…