Oltre 100 detenuti morti nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno, di cui 45 per suicidio, una media è di un recluso che si toglie la vita ogni quattro giorni. L’ultimo, il centounesimo decesso, è un 29enne del penitenziario di Genova, che in cella ha inalato il gas di un fornello.
Sulla vicenda sono in corso indagini per capire se possa trattarsi del tentativo del giovane di procurarsi effetti allucinogeni poiché episodi come questo sono in aumento e molto volte sono dovuti al sovraffollamento degli istituti e alle difficoltà psichiche di alcuni individui, ripete spesso il ministro Carlo Nordio che, dopo uno slittamento, sarebbe pronto a presentare il decreto svuotacarceri entro il mese di luglio.
Il decreto svuotacarceri
Il provvedimento – aveva spiegato nei giorni scorsi il Guardasigilli – era atteso la scorsa settimana ma c’è ancora bisogno di tempo per metterlo a punto ed è in arrivo, assicurano da via Arenula, “prestissimo”. Il testo prevede anche una norma che disciplina il procedimento attraverso il quale vengono riconosciuti i benefici, già previsti dalla legge, per i detenuti che aderiscono al trattamento e dimostrano buona condotta. Ma non saranno introdotti sconti di pena.
Alleggerimento dei tribunali di sorveglianza
L’obiettivo è alleggerire i tribunali di sorveglianza, gravati dalla necessità di evadere 200mila richieste all’anno e, contemporaneamente, garantire ai detenuti i diritti già previsti dalla normativa vigente. Negli istituti di pena sono attualmente recluse oltre 61mila persone a fronte di una capienza di 51.178 posti, con 13.500 detenuti in eccesso. L’alto numero dei suicidi, finora 45 da inizio anno, è in prospettiva quello sempre più allarmante, considerando che il 2022 è stato l’anno record, con 85 casi accertati in 365 giorni.