“Quando si inizia un cantiere si viene prima a Giugliano a pagare”, patto tra i Mallardo e i clan di Pozzuoli per il racket

patto tra i Mallardo e i clan di Pozzuoli per il racket
patto tra i Mallardo e i clan di Pozzuoli per il racket

“Quando si inizia un cantiere si viene prima a Giugliano a pagare”. Questa una delle frasi pronunciate da Marco Ruggiero e Giulio De Maria, fermati dai carabinieri di Giugliano con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il gip del tribunale di Napoli Nord, dott. Coppola, si esprimerà tra oggi e domani sull’udienza di convalida dei fermi eseguiti nei giorni scorsi dai militari dell’Arma, guidati dal capitano Andrea Coratza.

I fatti

L’episodio risale ad inizio luglio. La vittima della richiesta estorsiva è un imprenditore edile che stava eseguendo lavori di ristrutturazione nella zona di Ponte Riccio. Quando i due estorsori si sono recati sul cantiere per avere i soldi, la vittima ha mostrato il cartello esposto attestante la connotazione anti-racket della ditta. A quel punto uno dei due ha risposto: “Va bene, ora vado a Giugliano e vediamo se devi pagare o no”.  Immediatamente la vittima si è recata dai carabinieri di Giugliano per sporgere denuncia, portando a corredo anche alcune foto scattate mentre i due andavano via dal cantiere. Da lì sono partite le indagini e il fermo dei due soggetti, ora rinchiusi nel carcere di Secondigliano in attesa dell’esito dell’udienza di convalida del fermo.

Chi sono i due soggetti

Sia Marco Ruggiero che Giulio De Maria non sono nomi nuovi agli inquirenti. Di Ruggiero ha parlato il pentito del clan Mallardo Filippo Caracallo, morto poche settimane fa. In un interrogatorio reso nel 2018 Caracallo parla di Ruggiero come di un soggetto “affiliato da pochi mesi al clan Mallardo. Frequentava due pezzi da novanta e che percepiva lo stipendio dal clan che, in una occasione, gli era stato consegnato alla sua presenza presso un noto bar di Lago Patria”. 

Figura nota è anche quella di Giulio De Maria. Il 45enne residente a Quarto è stato infatti già condannato per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso lo scorso maggio a 3 anni e 4 mesi di reclusione. Fu arrestato in una retata contro il clan Longobardi-Beneduce. De Maria è inoltre imparentato con la cosca flegrea. Risulta essere il cognato di Luigi Palumbo, fratello del ras Nicola Palumbo. 

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