Maria Licciardi
Maria Licciardi

Il Tribunale del Riesame rigetta la richiesta di revoca della misura cautelare confermando, così, gli arresti per Maria Licciardi. A fine agosto il gip di Napoli Linda D’Ancona confermò il decreto di fermo della Dda ed emise una misura custodiale in carcere nei confronti di Maria Licciardi.

La donna è ritenuta dagli inquirenti a capo dell’omonimo clan fondato dal fratello Gennaro ed elemento di vertice del cartello malavitoso denominato Alleanza di Secondigliano. La cosiddetta ‘a peccerella è stata sottoposta a fermo dal Ros all’alba dello scorso 7 agosto, nell’aeroporto romano di Ciampino, mentre si accingeva a partire per Malaga.

Arresto di Maria Licciardi, sul campo ci sono già i nuovi ‘reggenti’

Nonostante l’arresto di Maria Licciardi la Masseria Cardone potrebbe già contare su nuovi reggenti. Personalità di spicco la cui presenza sul territorio viene ribadita sia dalle ultime informative di polizia che dalle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che ha inchiodato ‘a peccerell. Due sono in particolare i ras che, secondo le ultime informative, sarebbero a capo del gruppo del Rione Berlingieri e del Don Guanella. Sempre però portando la ‘bandiera’ del gruppo della Masseria Cardone come ribadito dalla stessa ‘peccerella’ in una conversazione captata dalle forze dell’ordine (leggi l’articolo).

Il primo ras è Luigi Carella, detto a gallina. E’ lui l’uomo contro cui la donna aveva avanzato il suo malcontento perchè reo di volerla escludere da alcuni affari per tutelarla. L’altro ‘nome caldo’ sul taccuino degli investigatori è quello di Antonio Bruno detto ‘Michelò’: sarebbe a capo della fazione della Masseria Cardone di stanza al Don Guanella, da sempre territorio conteso dagli stessi Licciardi con i Lo Russo di Miano.

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