Ancora guai per la Metropolitana di Napoli, un guasto ferma la linea 1: ritardi e circolazione in tilt

Nuovo, ennesimo disservizio della tratta della Metropolitana linea 1 Piscinola-Garibaldi gestita da Anm. Questa mattina un convoglio partito dal capolinea di Piscinola si è fermato nel tunnel tra le stazioni di Montedonzelli e Medaglie d’Oro a causa di un guasto tecnico.

Panico a bordo da parte dei passeggeri che raccontano di luci spente all’interno del treno, di fumo fuoriuscito e di una interminabile attesa in una sorta di limbo tra le due stazioni durata secondo alcuni passeggeri addirittura 20 minuti – dall’Anm invece affermano che lo stop si è protratto per 10 minuti circa, un temo comunque lungo se ci si mette nei panni dei viaggiatori, mentre il macchinista effettuava il cosiddetto reset del convoglio – prima di uno stop definitivo del mezzo a Vanvitelli quando poi l’azienda ha annunciato il motivo dello stop. La circolazione, interrotta, per diversi minuti, è ripresa seppur con forti ritardi ancora in essere.

Le banchine risultano affollate e i tempi di attesa dei viaggiatori lunghissimi mentre dai display delle stazioni le comunicazioni di quanto avvenute risultano quantomeno parziali. Ed è questo, un altro degli atavici problemi per i viaggiatori. Dall’azienda dicono che ben 2 treni scontano attualmente alcuni problemi transitori e necessitano di controlli e reset.

Come è facile intuire, la rabbia degli utenti della metropolitana sta raggiungendo vette inenarrabili. «È uno schifo – afferma Marica. Una metropolitana partita da Piscinola che si blocca per ben 20 minuti in mezzo al niente non è concepibile.

Non c’era aria condizionata e la gente si è sentita male». «Alla fermata di Quattro Giornate il tabellone luminoso segnava perennemente 6 minuti in attesa del treno ma solo dopo 30 minuti abbiamo scoperto cosa fosse successo. A quel punto ho dovuto prendere un taxi per arrivare alla stazione centrale per prendere un treno per Bologna, che comunque oramai ho perso» afferma Simona. Ma il racconto più raccapricciante è quello di alcuni giovani che si trovavano all’interno della metropolitana poi guastatasi. «Nel treno stavamo come sardine, a Medaglie d’Oro siamo arrivati a stento. C’è stato panico, abbiamo visto anche del fumo che fuoriusciva».Su quanto accaduto stamane si esprime anche Marco Sansone del Coordinamento Regionale dell’Usb Lavoro Privato. «Rispetto a quanto accade quotidianamente alla Linea 1 della metropolitana il problema non è solo dare una corretta e puntuale informazione ai cittadini sull’andamento del servizio, semmai bisognerebbe concentrarsi maggiormente sui disservizi che trasformano la giornata dei pendolari in un girone dantesco. Inaccettabile – continua Sansone – che davanti a ciò l’Ammistrazione Comunale si limiti a prorompenti invettive nei confronti del Management ANM, quando non decide di attaccare i lavoratori, senza assumersi le proprie responsabilità sull’ instabilità politica e gestionale della Partecipata e sull’assenza di un potere centrale di indirizzo e controllo».

Solo sabato mattina c’era stata una generale soddisfazione per la riapertura delle tre stazioni di Piscinola, Chiaiano e Frullone chiuse da oltre 20 giorni dopo l’incidente ferroviario che coinvolse 3 treni e ferì diverse persone. Ora in servizio ci sono al massimo 8 treni anziché 9, numero di convogli insufficiente per coprire in modo regolare la tratta Piscinola-Garibaldi.

La speranza si chiama messa in circolo dei 19 nuovi treni acquistati con fondi europei. Il primo sarà messo in circolo però soltanto ad ottobre e sino ad allora e forse anche dopo, l’odissea per i viaggiatori continuerà.