Racket per i Moccia, l’inchiesta si sgonfia: sconti di pena e tre assoluzioni

A meno di un anno rischia di sgonfiarsi l’inchiesta relativa al giro di estorsioni per il clan Moccia. Il gup Tirone, dando largo accoglimento alla linea portata avanti dal collegio difensivo, ha escluso la finalità mafiosa del reato, disponendo tre assoluzioni e una lunga serie di condanne al ribasso per gli imputati. Per quanto riguarda il verdetto Raffaele Aversano (difeso dall’avvocato Dario Carmine Procentese) ha rimediato 2 anni e 4 mesi di reclusione a fronte di una richiesta di condanna a 14 anni; Raffaele Bencivenga (difeso dagli avvocati Dario Carmine Procentese e Mauro Dezio), 3 anni e 8 mesi a fronte di una richiesta di 14 anni; Mauro Bencivenga (difeso da Mauro Dezio) è stato invece assolto. Le altre assoluzioni hanno interessato Ciro Gallo (difeso dall’avvocato Procentese) e Giuseppe Gallo (difeso da Giuseppe Tuccillo). Per loro erano stati chiesti rispettivamente dieci e sette anni. Per quanto riguarda le altre condanne Davide Ferrara (difeso da Dario Carmine Procentese) ha rimediato tre anni (a fronte di una richiesta di dieci); Gennaro Bassolino un anno e quattro mesi; Giuseppe Bevilacqua 5 anni; Tommaso Castaldo un anno anno e 10 mesi; Dario Piscitelli tre anni a fronte di una richiesta di 10 anni; Giustino De Rosa (difeso da Mauro Dezio) 2 anni e 4 mesi a fronte di una richiesta di dieci anni.

Si sgonfia l’inchiesta sul racket per i Moccia

Dal processo di primo grado definito ieri mattina esce dunque fortemente ridimensionata l’inchiesta che aveva portato al blitz dello scorso anno. Ad eseguire le ordinanze di custodia cautelare erano stati, nell’aprile del 2019, i carabinieri della compagnia di Casoria (guidati dal capitano Francesco Filippo) che diedero esecuzione alle disposizione del gip di Napoli.  L’indagine aveva consentito di individuare e arrestare un’intera batteria di specialisti in furti di auto che, una volta messo a segno il colpo, riconsegnava il maltolto previo pagamento di una tangente estorsiva.