Napoli, padre dona rene alla figlia gravemente malata: non accadeva dal 2003

Immagine di repertorio

Un vero e proprio miracolo di Natale quello avvenuto pochi giorni fa a Napoli. M., una giovane napoletana 26enne, scoprì alcuni anni fa di soffrire di insufficienza renale cronica, tenuta fino ad ora a bada grazie alla terapia medica e al rispetto di stretti regimi di vita. Purtroppo però, dalla scorsa estate, la 26enne è entrata in quella fase che conduce alla dialisi. L’unica speranza sarebbe stata quella di trovare un donatore di rene compatibile, ma prima di lei c’era una lunghissima lista di pazienti in attesa.

L’intervento

Fortunatamente, L., il padre della ragazza, dopo essersi informato, scopre che è possibile realizzare un trapianto di rene da donatore vivente. Inoltre, se l’intervento viene portato a termine prima che la figlia entri in dialisi, i risultati ottenuti in termini di sopravvivenza e qualità di vita sono di gran lunga maggiori. 

La notizia è riportata da ‘Napoli Today’ ,la quale, spiega come, l’ultimo intervento di questo tipo in Campania risaliva addirittura al 2003. A termine di un’attentissima analisi clinica e di un iter burocratico, lo scorso 13 dicembre l’equipe del Policlinico Federico II, guidata dal prof. Michele Santangelo, ha realizzato con successo l’intervento. Al 56enne, il rene è stato asportato con tecnica totalmente laparoscopica (riduce sofferenze post-operatorie e accorcia notevolmente i tempi di recupero). Alla giovane invece, l’intervento le ha consentito di rientrare in quel fortunato gruppo di pazienti, definito “pre-emptive”, che possono cioè giovarsi di ricevere un rene prima dell’entrata in dialisi.

Le dichiarazioni

In merito si è espresso anche il professore Santangelo, che ha commentato: “Il trapianto da vivente è una procedura che esiste da tempo, l’ultimo eseguito alla Federico II e in Campania risale al 2003. Poi, purtroppo, problematiche di ordine organizzativo e legate al mancato rinnovo dell’autorizzazione hanno costretto alla sua sospensione. Oggi, grazie ad una minuziosa organizzazione, ad una perfetta integrazione tra le diverse competenze chiamate in campo, alla definizione di percorsi clinico-assistenziali particolarmente articolati ed all’acquisizione di competenze nelle tecniche chirurgiche mininvasive è stato possibile riattivare questa importantissima procedura”

La riattivazione del programma di trapianto di rene da donatore vivente risponde alla mission di un’Azienda Ospedaliera Universitaria e dimostra, come all’interno del Policlinico Federico II, siano presenti professionisti in grado di realizzare, in chiave moderna, ambiziosi programmi didattico-scientifici- assistenziali in campo trapiantologico e di formare con grande competenza le nuove generazioni. Con orgoglio possiamo affermare che la Campania si riallinea agli standard delle Regioni più avanzate in campo trapiantologico garantendo l’opportunità di ridurre la migrazione sanitaria di quella consistente quota di pazienti che per oltre 15 anni è stata costretta a recarsi fuori regione, soprattutto al nord”, dichiara invece il Direttore Generale dell’AOU Federico II Vincenzo Viggiani.