Oggi giornata decisiva del Dpcm di Natale: ricongiungimento familiare solo tra congiunti e cenone a numero chiuso

Oggi l'approvazione del Decreto Natale
Oggi l'approvazione del Decreto Natale

Nel nuovo Dpcm di Natale sì al ricongiungimento familiare per chi non è residente o domiciliato ma solo tra genitori e figli, partner e conviventi o più in generale congiunti. Si discute ancora invece sulla possibilità o meno di raggiungere le seconde case. Nel decreto ministeriale programmato per il 3 o il 4 dicembre – che potrebbe però essere anticipato – non è ancora stato stabilito se ci si potrà spostare da una regione all’altra (anche tra quelle gialle) mentre saranno vietate feste e per i tradizionali cenoni e veglioni e sarà “fortemente raccomandato” non essere più di sei o otto a tavola. Come consigliano anche gli esperti. Anche se c’è un rischio-ingorgo in parlamento da non sottovalutare.

Nuovo Dpcm Natale: il ricongiungimento familiare solo tra congiunti e il cenone a numero chiuso

Queste sono le ultime novità da Palazzo Chigi sulle norme e sulle regole che verranno varate per evitare che il declino dei numeri dell’emergenza Coronavirus evidenziato anche dall’ultimo bollettino della Protezione Civile – che però fa registrare numeri di morti simili a quelli di marzo – possa scatenare la terza ondata. Il ministro della Salute Roberto Speranza ieri a DiMartedì che oggi è previsto un incontro sul numero delle persone che potranno riunirsi a tavola per la cena e il pranzo di Natale. I posti a tavola, ha osservato, vanno “limitati agli affetti più stretti. Nelle prossime ore ragioneremo su questo. Domani è prevista una riunione su questo tema. Come abbiamo raccontato ieri, si va verso la “forte raccomandazione” a limitare a sei o otto le persone allo stesso tavolo, sempre che ci sia lo spazio sufficiente per garantire il distanziamento.

Speranza ha anche chiuso agli spostamenti “non necessari” ed è sembrato anche chiudere alle deroghe al coprifuoco per i riti natalizi: “Il messaggio – ha detto – è ridurre tutte le occasioni in cui il virus si può diffondere. Il coprifuoco dopo le 22 c’è anche per la messa. Una valutazione sarà comunque fatta nei prossimi giorni”.

Il governo non ha ancora deciso se emanare un unico nuovo Dpcm di Natale valido fino al 2 (o al 7) gennaio oppure farne uno per due settimane e poi vararne un altro a ridosso delle feste. Il Corriere della Sera e La Stampa oggi riepilogano quali sono i punti ancora in discussione:

  • spostamenti tra regioni: non sarà possibile spostarsi tra una regione all’altra anche se si tratta di zone gialle; per le piste da sci ci sono poche speranze visto che l’asse con Francia e Germania sembra tenere (ma l’Austria è pronta a riaprire tutto);
  • ricongiungimento familiare solo tra parenti stretti: sarà possibile solo tra genitori e figli, coniugi e partner conviventi; si discute sulla possibilità di lasciare liberi i cittadini di andare nelle seconde case;
  • poche speranze di riaprire bar e ristoranti anche la sera, mentre per i negozi si ragiona intorno alla possibilità di allungare l’orario per evitare assembramenti; possibile anche una contingentazione per fasce d’età; il coprifuoco verrebbe spostato alle 23 o a mezzanotte;
  • pranzi e cenoni: secondo il Corriere “si raccomanderà di trascorrere i giorni di festa con gli affetti più stretti, proteggendo comunque gli anziani e chi ha fragilità legate ad alcune patologie con l’uso della mascherina e il distanziamento. Rimane il problema delle famiglie numerose: il suggerimento sarà di prevedere un numero massimo di sei, otto persone alla stessa tavola”;

Quante persone a tavola per le feste?

Ieri la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa ospite di Porta a Porta, ha confermato gli orientamenti sullo shopping: “Io credo che sia un ragionamento saggio quello di dare alle persone un tempo un po’ più lungo perché proprio quello serve a diminuire gli assembramenti. Ci vuole anche un po’ di senso di responsabilità da parte degli esercenti e molto rigore”. L’agenzia di stampa Ansa racconta che il governo lavora su più fronti per far sì che gli interventi che saranno decisi con il prossimo Dpcm consentano di evitare gli errori fatti in estate e non siano vanificati dalle scelte degli altri paesi, in particolare quelle relative allo sci visto che il governo ha ribadito il no alla riapertura degli impianti e una decisione in senso contrario da parte di altre nazioni rappresenterebbe un ulteriore colpo ad un’economia già al tappeto.

Di un “coordinamento europeo” sulle misure hanno parlato lo stesso Conte e il presidente della Commissione Ursula Von Der Leyen in una telefonata nella quale, dice il premier, c’è stato un “ottimo scambio di vedute” su questo e altri temi. Se da questo si arrivi poi ad un risultato concreto è tutto da vedere anche se una sponda è arrivata dal presidente francese Emmanuel Macron che ha definito “impossibile” immaginare l’apertura di funivie e seggiovie per le feste. Nel caso apra per lo sci, secondo il Messaggero Conte si è detto pronto a bloccare i confini con l’Austria.

Il quotidiano romano aggiunge che oggi i capidelegazione della maggioranza si riuniranno con Speranza per mettere a punto il piano che sarà in vigore dal 4 dicembre al 6 o 10 gennaio. Un indizio del fatto che il Dpcm potrebbe essere anticipato. Il ministro della Salute ha intenzione di illustrarlo in Senato mercoledì prossimo. Anche il Messaggero conferma che è quasi evaporata la deroga al coprifuoco del 24 dicembre per consentire di partecipare alla Messa. Verrà archiviata anche la deroga allo stop della circolazione tra regioni (anche in zona gialla) che potrebbe essere introdotta soltanto a ridosso di Natale per consentire i ricongiungimenti familiari.

Il Sole 24 Ore invece nota che c’è un rischio ingorgo in Parlamento perché oltre al nuovo Dpcm di Natale in arrivo in discussione ci sono attualmente due degli otto decreti legge di questi ultimi mesi. E i riflettori sono accesi soprattutto sul decreto sicurezza che, pur scadendo il 20 dicembre, è a rischio per la forte opposizione della Lega e perché alla Camera, dove è all’esame, è scattata la sessione di bilancio. E perché quando arriverà al Senato, dove la maggioranza ha numeri risicati, dovrà fare i conti con l’insofferenza di una parte del M5s.

 

No alle tavolate oceaniche con i parenti, stop ai party, brindisi di Capodanno a ranghi ridotti. In vista del nuovo Dpcm che scriverà le regole anti-Covid in vigore dopo il 3 dicembre, il mantra del governo è “passiamo un Natale sobrio”: il decreto conterrà novità su quante persone si possono invitare a casa, con un numero limite di ospiti anche per il pranzo o la cena della vigilia, mentre sarà rinnovato il divieto per le feste private.

Il rischio, per gli esperti del Comitato tecnico scientifico sul coronavirus, è che l’aumento dei contatti sociali per le feste natalizie inneschi la terza ondata di Covid di cui pagheremmo le conseguenze a gennaio. “Non replichiamo gli errori fatti in estate”, ripetono vari esponenti del governo. La linea è quella della prudenza, anche su quante persone invitare in casa per cenoni e veglioni.

Normativa anti-Covid, si possono fare feste private?

Chiusi i locali, fermi i party all’aperto, limitato il numero massimo di quante persone possono stare a uno stesso tavolo del ristorante, lo spazio per festeggiare ai tempi del Covid si è molto ristretto: che sia un compleanno con gli amici o una festività religiosa, il Dpcm in vigore fino il 3 dicembre ha rinnovato il divieto per le feste private e i party in location pubbliche (anche all’aperto), raccomandando fortemente di non invitare a casa persone diverse da chi vive già sotto lo stesso tetto.

Uniche eccezioni: gli ospiti nelle abitazioni private per “esigenze lavorative o situazioni di necessità”. Anche nel decreto Natale tonerà questo limite: le feste private saranno vietate nel periodo natalizio e a Capodanno, non si potranno organizzare neppure veglioni all’aperto in strade e piazze.

Quante persone posso invitare a casa per Natale e Capodanno: il nuovo Dpcm di dicembre

Per il nuovo Dpcm anti-Covid che entrerà in vigore dopo il 3 dicembre è però allo studio una piccola deroga a queste raccomandazioni su quante persone si possono invitare a casa, in particolare nel periodo di Natale e Capodanno. Non ci sarà un “libera tutti”, hanno ripetuto più volte vari esponenti del governo e del Comitato tecnico scientifico.

L’ipotesi di lavoro, che dovrà essere confermata nel nuovo decreto della Presidenza del Consiglio, è di raccomandare fortemente sobri festeggiamenti in una “bolla familiare”, ponendo un limite molto stretto al numero di partecipanti: se non si potrà fare a meno di organizzare riunioni di famiglia a Natale, Capodanno e nel periodo delle feste, l’indicazione sarà quella di invitare in casa solo gli affetti più stretti, al massimo 6 persone, che potranno salire fino a un totale di dove gli spazi consentiranno il distanziamento fisico. E poi l’invito a usare il più possibile la mascherina, soprattutto per proteggere i soggetti vulnerabili come gli anziani, e di arieggiare frequentemente i locali.

No ai controlli in casa sul numero di persone, ma una “forte raccomandazione”

Impossibile però controllare il rispetto delle regole abitazione per abitazione. Il Dpcm di Natale non conterrà un divieto esplicito su quante persone si possono invitare a casa, ma una “forte raccomandazione”, facendo appello al buon senso degli italiani, perché non si replichi ciò che è successo nei mesi estivi, quando per il mancato rispetto delle limitazioni il virus è circolato fino a generare la seconda ondata.

Insomma il governo consiglierà caldamente di evitare il più possibile i contatti sociali, visto che i contagi di Covid corrono soprattutto nelle situazioni informali, come con conoscenti, familiari e amici, quando si abbassa la guardia e spesso anche la mascherina. Resta aperta la questione degli spostamenti tra regioni e comuni in zona rossa e arancione per andare a trovare i congiunti con due le ipotesi principali: l’apertura alla libera circolazione solo nelle regioni considerate zona gialla o forti limiti a tutti gli spostamenti interregionali non necessari.