Omicidio baby rapinatore a Napoli, Salvini: «Io sto con il carabiniere»

(ANSA) – ROMA, 2 MAR – “Indagato per omicidio volontario il carabiniere aggredito a Napoli da un ragazzo (Ugo Russo, 15 anni) che aveva già rubato un Rolex e una catenina. Con tutto il rispetto per la giovane vittima, perché la morte è sempre un dramma, io sto col carabiniere”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini. Il commento a proposito dell’ipotesi di accusa nei confronti del militare aggredito nel capoluogo campano da un adolescente, poi ucciso.

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[Video]. I genitori di Ugo Russo: “Il carabiniere ha fatto bene a sparare in petto a mio figlio, ma non alla testa”

Hanno parlato a Chi l’ha visto i genitori di Ugo Russo, il 15enne ucciso da un carabiniere a Napoli in un tentativo di rapina. “Quando il carabiniere ha sparato il primo proiettile al petto a mio figlio ha fatto bene perché si doveva difendere. Il secondo proiettile dietro la testa non doveva farlo. Perché lo ha fatto, questo voglio sapere”, dichiara Enzo Russo“Io a mio figlio non gli ho insegnato il male ma il bene. Gli altri miei figli sono educatissimi”. 
La mamma aggiunge: “Vogliamo la verità, siamo rimasti senza parole quando abbiamo saputo dell’accaduto. Mio figlio ha sbagliato ma anche il carabiniere. Noi non abbiamo nessuna colpa. Abbiamo fatto tutto per i miei figli. Ugo non aveva precedenti, era un signore”, dice la mamma. Salvini

L’intervista ai genitori di Ugo Russo

Ugo Russo “non era un criminale, non è giusto definirlo così. Ha sbagliato ad aver tentato di compiere una rapina, ma non si uccide per questo motivo”. A dirlo, oltre i genitori di Ugo Russo, è Francesco, un cugino del 15enne morto. Il militare in servizio a Bologna si trovava in auto in compagnia della fidanzata. Francesco, molto legato ad Ugo Russo, si dice dispiaciuto per come suo cugino sia stato dipinto pubblicamente e sui social in queste ore dopo i fatti (e la devastazione del pronto soccorso dell’Ospedale Vecchio Pellegrini dove era giunto in condizione disperate). Salvini

La ricostruzione

Secondo quanto emerso sin qui e ricordato anche dalle dichiarazioni dei genitori di Ugo Russo la mattina seguente al tentativo di rapina in via Generale Orsini, Ugo sarebbe stato colpito una prima volta in petto e poi nella parte posteriore della testa mentre sarebbe stato intento a scappare nonostante il primo proiettile l’avesse raggiunto sul corpo. A confermare questa circostanza anche il 17 F. D. C. ritenuto il complice di Ugo Russo e interrogato lungamente dagli inquirenti nella giornata di domenica. Intanto, si attende l’esame autoptico sul corpo di Ugo Russo la cui salma si trova all’Istituto di Medicina Legale del II Policlinico.