Omicidio Ugo Russo, parla il papà: «E’ stato ammazzato. Qualsiasi cosa ha fatto non doveva morire»

“Mio figlio è stato ammazzato, ora voglio giustizia. Qualunque cosa abbia fatto non può giustificare l’esplosione di due colpi di pistola, uno in petto e l’altro esploso alle spalle”. Sono le parole di Vincenzo Russo, il papà di Ugo Russo morto all’ospedale Vecchio Pellegrini, dove era arrivato in condizioni disperate. Il 15enne (avrebbe compiuto 16 anni ad aprile) è stato ferito mortalmente da due colpi d’arma da fuoco esplosi da un carabiniere fuori servizio per, è questa la principale ipotesi investigativa, sventare un tentativo di rapina ai suoi danni.

Il papà: “Non si può morire così”

“Io ero andato a dormire dopo essere andato a mangiare un panino con mia moglie. Attorno all’una, dopo essere rientrato a casa, ho saputo cosa è successo. Ugo l’ho visto solo alle 6 del mattino con una fascia in testa e un colpo in petto. Io non so cosa sia accaduto e del perché. So solo che un ragazzino di 15 anni non può morire così”. Le parole del papà di Ugo Russo.

Il legale della famiglia di Ugo Russo vuol visionare le telecamere della zona

Attorno alle 3, il decesso. “Ugo lavorava, ha fatto il panettiere, il fruttivendolo, il muratore. Ugo Russo era un grande tifoso del Napoli – ha concluso Vincenzo Russo – un ragazzo dolce, che non aveva precedenti. Ora io e mia moglie vivremo soltanto per accudire i nostri 3 altri figli” di 17,11 e 5 anni. La famiglia, assistita dall’avvocato Antonio Mormile, sta chiedendo di visionare le telecamere della zona di via Generale Orsini. Ugo viene descritto come un ragazzo dolce.