Omicidio fuori la scuola, il ras dal balcone osservò la scena:«Mica abbiamo ucciso un bravo ragazzo»

Si rallegravano di ciò che avevano fatto Umberto D’Amico ‘o lion e suo cugino. Parlavano a ruota libera nella loro abitazione non sapendo di essere intercettati. Nelle ore successive all’omicidio Mignano (cui D’Amico ha assistito dal balcone della sua abitazione) ‘o lion, divenuto poi collaboratore di giustizia, commenta con una punta di soddisfazione: «Niente di meno se ci giriamo dietro… non sappiamo quanti ce ne stanno e non ne abbiamo pagato uno».

Parole che lasciano poco spazio all’immaginazione come quando i suoi affiliati gli fanno sapere che nel quartiere la gente ha paura e che tutti sanno che hanno a che fare con l’omicidio:«Non ci sta nessuno in mezzo alla strada, nemmeno vicino al bar c’era nessuno, non ho acchiappato nessun amico mio». D’Amico, però, puntualizza, assumendosi, chiaramente, la paternità dell’agguato mortale, che nessuno ha motivo di temere perché «Noi non abbiamo toccato un bravo ragazzo».