Traffico di droga, 27 arresti: camorra in affari con un poliziotto e un politico

Dopo due anni di indagini coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Campobasso, Carabinieri e Finanzieri hanno eseguito oggi 39 misure cautelari nell’ambito dell’operazione Piazza Pulita. Nello specifico 20 custodie cautelari in carcere, 7 custodie agli arresti domiciliari, 4 divieti di dimora, 6 divieti di dimora e 2 restrizioni. Il tutto su disposizione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Campobasso Teresina Pepe. Le misure cautelari sono state eseguite in Molise, Campania, Puglia e Calabria e in Germania.

I nomi degli arrestati

In carcere sono finiti: Domenico Prioriello, 32enne, Loris Iamonaco, 26enne, Michele Camardo, 35enne, Drame Cheikh Moussa, 49enne, .Costantinescu Marius Nicusor, 32enne, Andrea Ricci, 31enne, Elisabetta Frascarelli, 52enne, Camillo Rosa, 43enne, Mirko Malatesta, 24enne, Mario Malatesta, 26enne,. Erika Princic, 42enne, Fabio Messina, 39enne, Giovanna Iammarone, 24enne, Elvir Drini, 32enne, Arben Uzuni, 47enne, Giuseppe Capocelli, 50enne,. Alessandro Capocelli, 34enne, Roberto Budace, 45enne, Antonio Liotta, 43enne, e Danilo Ciccarelli, 35enne.

Ai domiciliari sono finiti: Mimmo Capocelli, 53enne, Anna Cerrato, 35enne, Riccardo Palermo, 24enne, Ciro Palumbo, 60enne, Vincenzo Faiello, 42enne, Pio Musco, 37enne, Francesco Norice, 21enne.

Operazione Piazza pulita, tra le accuse c’è anche l’aggravante del metodo mafioso

I soggetti destinatari dei provvedimenti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, .Idetenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, traffico di stupefacenti ed estorsioni, anche con l’aggravante del “metodo mafioso”,.I trasferimento fraudolento di valori, impiego di denaro beni o utilità di provenienza illecita, autoriciclaggio e porto abusivo di armi. E’ l’epilogo dell’operazione Piazza Pulita.

Sotto la direzione del Procuratore Distrettuale Antimafia Nicola D’Angelo e del Sostituto Procuratore  Vittorio Gallucci, l’attività di indagine condotta da carabinieri e finanzieri ha avuto come obbiettivo sia quello di arginare la recrudescenza del fenomeno del traffico di sostanze stupefacenti nella provincia di Campobasso, sia di ostacolare il processo di espansione e radicamento di attività criminali provenienti dall’hinterland napoletano.

L’articolata attività d’indagine, condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Campobasso, dai finanzieri del. G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria della Guardia di Finanza di Campobasso in collaborazione
con lo S.C.I.C.O. di Roma, ha permesso di individuare tre sodalizi,
consentendo di accertare condotte legate al traffico ed al commercio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina e hashish destinate al territorio della provincia di Campobasso e al riciclaggio/reimpiego di denaro di provenienza illecita.

Pellet a prezzi stracciati grazie ai soldi della droga

In particolare, i proventi dello spaccio di sostanze stupefacenti (commesso anche nelle cittadine campane di. Castello di Cisterna e Pomigliano d’Arco), sono finiti all’interno di due imprese molisane operanti nel settore della commercializzazione di pellet che, potendo così contare su sempre maggiore liquidità, hanno potuto vendere il combustibile domestico a prezzi bassi e fuori mercato, ponendo.I in essere così una concorrenza sleale che ha consentito loro di diventare, giorno dopo giorno, i monopolisti assoluti.

Di fatto, gli investigatori hanno scoperto pregiudicati campani, già affiliati a clan camorristici, dimoranti sul territorio molisano che si erano stabilmente insediati nella provincia di. Campobasso avvalendosi di altri soggetti del luogo coinvolti nel mercato degli stupefacenti.
Nel corso delle indagini sono risultati individuati inizialmente due gruppi malavitosi, capeggiati da due pregiudicati molisani, entrambi con autonome attività di spaccio, che interagivano tra loro per l’approvvigionamento dello stupefacente.

Il night club “Luxuria” la base di spaccio dell’organizzazione

A fronte dell’attività di traffico di droga della prima associazione (composta da 7 persone) con base operativa in .Bojano (sia presso un’abitazione che in aperta campagna), la seconda (composta da 10 persone) si è dimostrata più attiva tanto che attraverso la gestione del night club “Luxuria” (sito nel comune di .San Massimo) – centro di un vero e proprio smercio di droga fra i clienti – è risultata operativa sia nel centro matesino che nel capoluogo molisano.

Sotto la lente anche l’utilizzo del night club “Luxuria” di San Massimo diventato centro di un vero e proprio smercio di droga tra i clienti. A volte, come detto, per provare la droga era utilizzato un tossicodipendente disposto a tutto, anche a rimetterci la vita, per avere una dose di stupefacente. In una circostanza c’è anche il resoconto di quando quest’ultimo è stato malissimo e di come, scartata l’ipotesi di chiamare il 118, si era deciso che in caso di decesso lo si sarebbe caricato su un’auto e buttato in un fosso.

Sotto la lente la figura del pregiudicato campano, operante al vertice di un’associazione di stampo camorristico dell’hinterland campano, che dopo essere riuscito a “controllare” il traffico delle sostanze stupefacenti che avveniva a Bojano stava iniziando ad imporre il suo controllo sul capoluogo matesino, pronto a scontrarsi militarmente con eventuali organizzazioni pugliesi che avessero “rivendicato” la piazza nel dichiarato intento di passare, successivamente, ad imporre il “pizzo” ad attività economiche locali ad iniziare da quelle operanti nel settore edile.

IL RUOLO DEL POLIZIOTTO

Per portare la droga in Molise, stando a quelle che sono le risultanze investigative degli inquirenti, si avvaleva di un appartenente alla. Polizia di Stato, che faceva da staffetta alle auto nel caso in cui le stesse venissero fermate. L’uomo è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Campobasso. Nel corso dell’indagine si è registrato anche il tragico episodio di un indagato, spacciatore-consumatore, deceduto per l’eccessivo consumo di cocaina.

Operazione Piazza Pulita, coinvolti tre gruppi criminali

A questi due gruppi che già operavano nella predetta area, si aggiungeva un nuovo sodalizio, di estrazione camorristica,.I capeggiato da un pregiudicato campano capace di assicurare un ottimo canale di rifornimento e ingenti quantità di stupefacente.
Detto nuovo sodalizio (composto da. 10 persone), capeggiato da elemento di spicco della camorra napoletana, unitamente a pregiudicato a capo del sodalizio.I locale, poneva in essere implicite ed esplicite minacce di gravi ritorsioni nei confronti dei soggetti debitori di somme di denaro per l’acquisto di partite di droga, avvalendosi della forza di intimidazione ed assoggettamento derivante dall’appartenenza alla criminalità organizzata di tipo ‘camorristico’ e sfruttando pertanto il “metodo mafioso”.

Le indagini iniziate quasi due anni fa

Tale evidenza investigativa apriva uno spaccato sull’operato del pluripregiudicato campano (legato al clan Rega operante in. Pomigliano D’Arco e Castello di Cisterna) che, a seguito dell’applicazione del divieto di dimora in. Campania, aveva spostato il centro dei propri interessi illeciti in Bojano, ove costituiva due società con l’intento di farvi confluire i proventi dei propri affari.
Le indagini, condotte a partire dall’estate del 2018 con intercettazioni telefoniche e ambientali (audio e video), perquisizioni e sequestri, acquisizione di documentazione contabile e bancaria, audizione di numerosissime persone informate sui fatti, attività di osservazione, pedinamento e controllo, hanno portato a. 6 arresti e 13 denunce in stato di libertà, rilevate circa. 2.500 condotte di cessione e di detenzione di stupefacente, con sequestri di sostanza stupefacente per un totale di circa 400 gr. di cocaina, 70 gr. di eroina e 3 kg. di hashish.

A conclusione delle indagini venivano così denunciati complessivamente .58 soggetti (italiani e stranieri). Accusati dei reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, riciclaggio ed autoriciclaggio. Nonché per i reati di minaccia ed estorsione, detenzione abusiva di armi e trasferimento fraudolento di valori; Altri 5 soggetti sono finiti nei guai per il reato di favoreggiamento.

Operazione Piazza Pulita, impegnati 250 uomini delle forze dell’ordine

Oggi circa 250 uomini e donne dei Comandi Provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Campobasso e dello. S.C.I.C.O. di Roma, coadiuvati dai carabinieri e finanzieri dei Comandi Provinciali di Napoli, Benevento, Cosenza, Isernia e Foggia con l’ausilio di 5 unità cinofile della Legione. Carabinieri Abruzzo e Molise, di 4 unità cinofile dei Comandi Regionali Puglia e Molise della Guardia di Finanza, degli elicotteri del 5° Nec e del ROAN di Pescara, nonché del. Servizio Centrale Investigazioni Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza hanno dato esecuzione alle predette misure cautelari eseguendo altresì oltre 60 perquisizioni.

Nel corso dell’operazione Piazza Pulita, nell’ottica di perseguire il contrasto al patrimonio illecitamente conseguito dai gruppi criminali scoperti, si è proceduto ad articolate indagini patrimoniali, al cui esito il Gip del .Tribunale di Campobasso ha emesso un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla successiva confisca di abitazioni, autovetture, quote societarie di due imprese molisane per un valore di oltre €. 1.000.000 (un milione) di euro.
In particolare risulta accertato che il denaro proveniente dallo spaccio di sostanze stupefacenti confluisse .Inelle predette società ove gli indagati impiegavano quelle somme nella gestione ordinaria delle attività, come ad esempio il pagamento degli affitti e delle forniture di pellet.
Sono tuttora in corso i sequestri di beni e delle aziende riconducibili ai soggetti arrestati.

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