Lo scorso novembre  il cosiddetto ‘re del pezzotto’ è stato arrestato nella sua abitazione di via dell’Abbondanza a Piscinola. Indicato come presunto organizzatore di un sistema in grado di creare la più grande piattaforma abusiva telematica. Un sistema capace di violare la difesa di Sky (che in questa vicenda ha collaborato con la Procura di Napoli, a mo’ di agente infiltrato), Amazon, Netflix. In manette è così finito Franco Maccarelli (classe 1978), il presunto re del pezzotto-tv, catturato grazie a un blitz della Finanza. Nei confronti dei fruitori del servizio è prevista la reclusione da sei mesi a 3 anni e la multa fino a 25.822 Euro.

COSA SI RISCHIA CON IL PEZZOTTO

Lo scorso settembre vennero oscurati 58 siti e il 90% degli accessi illegali. Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Gorizia ha dato
esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo, disposto dal GIP del locale
Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica, di 58 siti web illegali e 18 canali
Telegram, che attraverso 80 milioni di accessi annuali rappresentano circa il 90% della pirateria audiovisiva ed editoriale in Italia.

I dettagli
Tra i siti oggetto del provvedimento vi è quello che per analisi di “traffico” e per contenuti divulgati. Catalogato quale punto di riferimento in ambito nazionale per la diffusione di guide, software e metodologie informatiche utilizzabili per ottenere (su diverse piattaforme) l’accesso ai contenuti multimediali protetti dalle leggi sul diritto d’autore.

Inoltre, sono state attivate le procedure di collaborazione giudiziaria internazionale – tutt’ora in fase di svolgimento – per poter sequestrare i server da cui vengono divulgati i contenuti multimediali in violazione del diritto d’autore.

Catturato a Piscinola il ‘re del pezzotto tv’, aveva tre centrali operative

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