Partito dal Gambia per raggiungere il fratello a Napoli, Alaki è stato inghiottito dal mare a soli 27 anni

Immagine 'Metropolis'

“Mio fratello è morto, aveva un sogno: raggiungermi qui a Torre per giocare a pallone. Era molto bravo, faceva l’attaccante. Lo stavo aspettando da tre anni”. Sono state queste le parole di Tal Lamin, 25enne del Gambia arrivato in Italia circa 10 anni fa su un gommone. Aveva seguito le sue stesse orme il fratello Alaki, di 27 anni, partito anche lui dal Gambia ma mai arrivato in Italia.

Lamin, come riportato da ‘Metropolis’, aspettava da 3 anni l’arrivo del fratello, voglioso di giocare insieme a lui nella squadra del Savoia. Alaki è infatti tra le 117 vittime dell’ultima strage ascritta il mese scorso dal vicepremier grillino Luigi Di Maio “a una fase coloniale ancora in atto in Africa ad opera di alcuni Paesi d’Europa. Soprattutto la Francia”.

Tal Lamin, dopo essere riuscito ad arrivare in Italia insieme al suo migliore amico, è stato accolto dalla comunità alloggio salesiana “Piccoli Passi Grandi Sogni”, gestita dal parroco don Antonio Carbone. Oggi Lamin lavora infatti presso una nota pizzeria del centro, nella quale però non presta servizio da quando ha saputo la notizia del fratello che, tra l’altro, ha dovuto anche dire ai suoi genitori.