La storia di Patrizio Esposito, il primo cantante neomelodico della storia: morì per overdose

Nella foto Patrizio Esposito

Il suo cuore ha smesso di battere a soli 24 anni. Patrizio Esposito viene considerato da tutti il primo che ha dato vita al genere neomelodico napoletano. Nato a Napoli il 27 Novembre del 1960, il suo primo album arriva quando era giovanissimo e portava come titolo “Papà… è Natale”. Arriva il successo, le date a Napoli e nel mondo, una sceneggiata “Il Marsigliese”, al fianco di Renato Mori, Vittorio Mezzogiorno, Isa Danieli, Lina Polito e Marc Porel e una miriade di fans che lo adorano e lo seguono durante gli eventi. Quando la voce di Scugnizzo lascia posto a quella di adulto, avviene la consacrazione della Stella capace quasi di offuscare la fama dell’ascesa del maestro Nino D’Angelo.

Agli inizi del 1984 fu trovato morto per overdose a bordo della sua auto, nel quartiere di Barra.

Il 27 gennaio 1984 il cantante fu trovato morto per overdose a bordo della sua Matra-Simca, nel quartiere di Barra. Sulla sua tomba il maestro Vittorio Annona scrisse in napoletano: “Nu grande artista e figlio a Dio nun more maie… maie chiu! Tu figlio d’a canzone, scugnizzo d’a canzone, Napule tu cantave, mo Napule canta a te (tradotto: “Un grande artista e figlio a Dio non muore mai… mai più! Tu figlio della canzone, scugnizzo della canzone, Napoli tu cantavi, ora Napoli canta te”).