Polemica sugli assembramenti per Diego, spunta l’autocertificazione: “Omaggio il Dio del calcio”

In migliaia da mercoledì sera si stanno recando all’esterno della curva B per omaggiare Diego Armando Maradona. Con un moto spontaneo, non organizzato, i tifosi del Napoli stanno lasciando ininterrottamente sciarpe, foto, fiori, candele e cimeli di ogni tipo per ricordare il loro beniamino. Ai piedi della curva B, che negli anni d’oro del Pibe è stata la parte più calorosa del tifo azzurro, dopo che i gruppi organizzati hanno ‘piazzato’ uno striscione e la gigantografia con la scritta “The King”, è iniziato il corteo silenzioso in onore dell’eterno dieci. Un muro azzurro, illuminato da candele, che ha meravigliato il mondo.

Sui social e nei tg stranieri che hanno coperto l’evento, è tanto lo stupore per l’amore e per la civiltà dimostrati dal popolo napoletano. In Argentina, in particolare, hanno contrapposto le immagini degli scontri di Buenos Aires con il pellegrinaggio e la “torciata” dei tifosi del Napoli. Contravvenendo a qualche norma covid – non senza polemiche – i tifosi azzurri hanno provato a confortarsi a vicenda non avendo un feretro su cui piangere.

Nelle ultime ore è spuntata anche l’autocertificazione «per rendere omaggio al Dio del calcio» tra le migliaia di cimeli lasciati ai piedi della Curva B. Qualcuno, sentendosi evidentemente in difetto nel recarsi al San Paolo nonostante le restrizioni previste dalla zona rossa vigente in Campania, ha provveduto a stampare l’autocertificazione scaricata dal sito del Ministero dell’Interno, inserendo come destinazione lo «stadio Maradona», anticipandone così l’intitolazione decisa dall’amministrazione comunale di Napoli. Nello spazio destinato alla giustificazione dello spostamento, scrive: «Per rendere omaggio al Dio del calcio».

Le immagini del San Paolo, futuro stadio Maradona, hanno fatto il giro del mondo. In molti, solo in questi giorni, si sono resi conto di cosa il Pibe rappresentasse per Napoli: un napoletano nato “per sbaglio” in Argentina.

Maradona, La Vita in Diretta chiude il collegamento con Napoli. Ira Matano: «Troppi assembramenti»

Maradona, Le immagini degli assembramenti a Napoli lo hanno fatto scattare, per non dire infuriare. Fa discutere la reazione del conduttore tv Rai Alberto Matano che ha chiuso all’improvviso il collegamento e si è infuriato durante la trasmissione La Vita in Diretta: «Questo non deve più accadere…». Oggi, nel programma di Rai1 si è tornati a parlare della morte improvvisa di Diego Armando Maradona. Il conduttore si è collegato in diretta con l’inviata Antonella Delprino che si trovava a Napoli, fuori allo stadio San Paolo.

Gli assembramenti di tifosi che ci sono vicino il San Paolo fanno infuriare Alberto Matano che chiude il collegamento. Ha ordinato di chiudere il collegamento con Napoli per non assistere e divulgare, inerme, le immagini di persone troppo ravvicinate senza protezioni anti Covid. E così ha sbottato: «Scusa Antonella, torno in studio anche perché vedo che lì ci sono molti ragazzi senza mascherina. Questo non deve accadere, non voglio fare il censore di nessuno. Stiamo raccontando il ricordo di Maradona ma quell’assembramento senza mascherine che stiamo vedendo non lo voglio vedere. Togliamo il collegamento da Napoli per favore, non è una cosa che possiamo documentare in questo momento, non esiste davvero che si possa vedere questo. Capisco il ricordo, ma dobbiamo ricordarci che siamo nel pieno di una pandemia e dobbiamo stare tutti molto attenti».